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Tutta la Sicilia festeggia Marietta. Oggi, 16 aprile, la nonna di Piazza Armerina spegne 112 candeline, tutte insieme. Per lei sono passati un secolo, un decennio e due anni. A festeggiare la nonna è anche la nipote Danny Catalano, che su Facebook scrive: “Cara bisnonna ti faccio gli auguri, sei un mito”.

Con quei occhi Marietta ha visto tutta la storia del Novecento. Lo scoppio per l’Italia della Prima Guerra Mondiale ancora “picciridda”, a soli 3 anni. Poi l’orrore della Seconda Guerra Mondiale da donna matura. E ora a 112 anni quel mostro invisibile chiamato Covid-19.

Tutto il paese è stato ed è in apprensione per lei. Infatti per il secondo anno consecutivo non si potrà fare una mega festa, con figli, nipoti e bisnipoti. Il Covid ha tolto anche il piacere di festeggiare la nonna più anziana d’Italia.


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Nonna Marietta compie 112 anni: un secolo di storia e amore

Nonna Marietta ancora, comunque, non perde colpi. È lucida, fresca e sprizzante di energia, gli acciacchi ci sono ma lei non demorde. Nel 2018, a 109 anni, si è ostinata a voler incontrare il papa. Era il suo sogno e il parrocco di Piazza Armerina lo ha esaudito (che altro poteva fare). Proprio 3 anni fa la siciliana ha incontrato Francesco durante il suo evento a Palermo in ricordo di padre Puglisi.

Solo qualche settimana fa Piazza Armerina veniva proclamata zona rossa, a causa dell’aumento dei contagi nel paese. Quei giorni sono stati pieni di apprensione per la famiglia di Marietta. Fortunatamente tutto è passato, oggi Piazza Armerina non è in emergenza e come tutta la Sicilia si trova in zona arancione.

Al momento la centenaria siciliana non è stata ancora vaccinata. Saranno i medici a confermare alla famiglia se Marietta può ricevere la prima dose di vaccino, essendo un soggetto molto fragile. Nel mentre il paese la festeggia solo con foto che raccontano il sorriso di Marietta. Una donna che è stata testimone in prima persona di orrori, rinascite, cadute, progressi tecnologici ed epidemie contagiose.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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