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Fuggi fuggi tra gli aspiranti scrutinatori di tutta Italia.

In Lombardia sono state circa un centinaio, come hanno fatto sapere dal Comune, le rinunce last minute e così l’amministrazione ha deciso di lanciare un appello ai cittadini via social per mettersi a disposizione.

Invece, in Liguria sono 114 su 180 gli scrutinatori che il Comune di Imperia sta provvedendo a sostituire a causa delle rinunce arrivate all’ufficio elettorale principalmente per paura di contrarre il Covid durante le operazioni di voto e di spoglio.

E in diversi comuni più della metà degli scrutinatori ha dato forfait e si lavora “per rimpiazzare alcuni presidenti di seggio”.


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In Toscana, a Firenze hanno rinunciato 110 presidenti di seggio -nominati dalla Corte di Appello per le elezioni di domenica e lunedì – su un totale di 360.

Tutti i presidenti sono stati sostituiti.

Sul dato delle rinunce, ufficialmente per ‘indisponibilità’, potrebbe aver pesato la paura del contagio legato al Covid: alle ultime elezioni regionali la percentuale di rinunce era più bassa, intorno al 25%.

Per quanto riguarda gli scrutinatori le rinunce sono state 730 su 1470 persone: anche in questo caso è un dato più alto rispetto a cinque anni fa, quando rinunciò un terzo degli scrutatori.Stessa situazione in Puglia. 

In controtendenza la Campania dove sono 242 i dipendenti di Anm, l’Azienda napoletana mobilità, che oggi e domani saranno impegnati ai seggi elettorali e non saranno quindi in servizio.

Oltre il 90% delle richieste pervenute sono per il ruolo di rappresentanti di seggio.


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Anche “nel rispetto delle scelte di impegno politico dei dipendenti”, è scritto in una nota, “sta cercando di organizzare al meglio possibile il servizio di trasporto per i due giorni delle elezioni, pur con la consapevolezza che ci potrebbero essere delle ripercussioni sul servizio”.

L’azienda ricorda che per legge “non è consentito opporsi alla libera scelta dei dipendenti dell’impegno in occasione del voto”.

Ci auguriamo che la paura del covid non blocchi anche i cittadini e li spinga comunque a recarsi ai seggi elettorali per esprimere il proprio voto in merito a questo importante quesito referendario.


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1 risposta

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    LEONARDO VENEZIA

    Si poteva, si doveva avviare per chi lo chiedeva, il voto elettronico da casa con il computer. Sarebbero diminuite le spese e si diminuiva il rischio assembramenti e contagii nelle sezioni elettorali per gli elettori, per gli scrutatori, per i presidenti.

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