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L’iniziativa tutta al femminile del Comune di San Casciano Val di Pesa (FI) per dare un segnale forte contro la violenza sulle donne, partendo dalla toponomastica della cittadina. “Non siete invisibili

Le vie intitolate alle donne

Quante volte camminando per le vie della nostra città o del nostro paese abbiamo alzato lo sguardo per conoscere la via in cui ci trovavamo? E quante volte ancora i nostri occhi hanno letto nomi di illustri uomini? Artisti, scienziati, filosofi, tutti grandi uomini degni di nota. Tantissimi. Ma quasi nessuno ricorda mai di aver letto nomi di donna. E non si tratta di una semplice svista. In Italia, infatti, le vie intitolate alle donne sono meno del 10%. Significa che su 100 nomi di vie, strade o piazze, solo 8 sono femminili. Oltretutto, la maggior parte di questa “rosa minoranza” è incentrata su figure celestiali, come madonne, sante o martiri, e qualche nome di nobildonna. Prima ancora delle donne, le vie sono intitolare ad eventi storici, città, animali… per le nostre strade, troviamo persino più nomi di piante rispetto a quelli di donna.

Il flash-mob della toponomastica

Ecco che allora prende il via un flash-mob tutto al femminile! L’iniziativa è lanciata dal Comune di San Casciano, sperando che possa esser accolta da altri Comuni italiani. L’obiettivo è quello di mandare un messaggio forte e chiaro: “Non siete invisibili“. In un’era in cui la violenza sulle donne continua a non arrestarsi, c’è bisogno di un segnale forte e chiaro che parta da un concetto basilare: le donne esistono. E perché non partire dalla toponomastica? È stata quella l’idea di Paola Malacarne, Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune fiorentino: “C’è una violenza subdola contro le donne, è quella dell’invisibilità. Con questo messaggio vogliamo dire a tutte che non sono invisibili“. Così, per le vie di San Casciano accanto ai loro nomi sono state appese delle nuove targhe con su scritto dei nomi di donna. Studiose, pittrici, scrittrici che facevano esattamente lo stesso mestiere degli uomini il cui nome è stato già inciso, ma meno conosciute rispetto ai loro colleghi, o per nulla. Nomi quello di Amelia Earhart, aviatrice degli anni Trenta, o ancora quello di Artemisia Gentileschi, pittrice romana proveniente dalla scuola di Caravaggio.

“Creare dei modelli”

Oltre a dare un forte messaggio di solidarietà alle donne, incoraggiandole nella lotta contro la violenza, l’iniziativa vuole esser anche un’ispirazione per tante giovani ragazze, ricordando loro dei modelli a cui ispirarsi. Pensiamo, ad esempio, a delle vie di Palermo intitolate a Letizia Battaglia, Francesca Morvillo, Franca Viola, emblema della lotta per l’emancipazione femminile, Elvira Giorgianni, fondatrice della “Sellerio Editore” e tante altre ancora che hanno reso orgogliosa la nostra storia. Spingendo così le donne del domani ad emergere grazie alla loro capacità e talento, non lasciando che nessun uomo le possa metter in ombra.



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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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