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Arriva dal Regno Unito una scoperta sul Covid davvero interessante, che sembrerebbe confermarne un’altra, svolta in California nel maggio scorso. I ricercatori del Francis Crick Institute e dell’University College di Londra hanno scoperto che alcuni anticorpi, creati dal sistema immunitario durante l’infezione con i comuni Coronavirus del raffreddore, possono anche colpire il SARS-CoV-2 e possono conferire un grado di protezione contro il nuovo ceppo virale.

Che cosa hanno in comune Covid-19Sars e il raffreddore? Tutte e tre queste manifestazioni sono causate da differenti tipi di virus appartenenti alla sottofamiglia degli Orthocoronavirinae (coronavirus). Ma proprio per questa caratteristica potrebbe essere possibile che gli anticorpi che si generano in caso di Sars e raffreddori siano almeno parzialmente efficaci contro il virus causa di Covid-19. Un’ipotesi -e speranza- che ora comincia ad essere qualche cosa in più grazie a due importanti studi appena pubblicati sulle riviste Cell e Nature. I risultati, seppur preliminari, potrebbero spiegare -tra le varie cose- perché così tanta differenza nei sintomi e nella gravità di Covid-19.

Ma com’è possibile che una persona che non è mai entrata in contatto con Sars-Cov-2 (il virus che causa Covid-19) abbia nel proprio organismo anticorpi capaci di riconoscere comunque il virus? Il fenomeno viene chiamato dagli esperti cross-reattività. Ovvero la capacità da parte di un anticorpo di agire contro virus differenti ma molto somiglianti fra loro. Un fenomeno che potrebbe valere anche per Sars-Cov-2.

Prima del Regno Unito anche la California aveva fatto ricerche in questo senso, nel mese di maggio scorso, ma con un campione molto ridotto. I risultati dello studio erano stati pubblicati su Cell dai ricercatori del “La Jolla institute for immunology” guidati dall’italiano Alessandro Sette.

Lo studio californiano

Nell’analisi i ricercatori californiani hanno analizzato il sangue di persone convalescenti da Covid-19 confrontandolo con quello di persone mai esposte al virus (l’analisi di questi ultimi si è basata su prelievi effettuati tra il 2015 al 2018). Pur essendo uno studio effettuato su un campione molto piccolo (20 convalescenti vs 20 prelievi negativi per Sars-Cov-2) gli scienziati hanno scoperto che nel sangue di 11 persone sane erano presenti cellule T (componenti del sistema immunitario che aiutano ad eliminare i virus e a stimolare la produzione di anticorpi da parte delle cellule B) capaci di agire contro Sars-Cov-2, pur non avendolo mai visto.


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Lo Studio degli scienziati inglesi

La scoperta delle ricerche inglesi potrebbe aprire nuovi scenari e dare conferma alle ipotesi dei mesi scorsi, dello studio californiano.

Gli scienziati hanno scoperto che alcune persone, in particolare i bambini, hanno anticorpi reattivi alla SARS-CoV-2 nel sangue, nonostante non siano mai stati infettati dal Covid. Questi anticorpi sono probabilmente il risultato dell’esposizione ad altri Coronavirus, che causano un comune raffreddore e che hanno somiglianze strutturali con SARS-CoV-2 . Nel loro articolo, pubblicato su Science, i ricercatori affermano di aver fatto questa scoperta durante lo sviluppo di test sugli anticorpi altamente sensibili per Covid-19.0

Hanno confrontato il sangue dei pazienti con Covid-19 con i pazienti che non avevano avuto la malattia. Sorprendentemente, hanno scoperto che alcune persone che non erano state esposte a SARS-CoV-2 avevano anticorpi che avrebbero riconosciuto il virus.

Per cercare confermare alla loro ipotesi, stavolta il campione della ricerca è stato molto più ampio dello studio di Maggio. Sono stati analizzati oltre 300 campioni di sangue raccolti prima della pandemia, tra il 2011 e il 2018. Quasi tutti avevano anticorpi che reagivano con i comuni Coronavirus del raffreddore, visto che tutti sono stati esposti a questi virus almeno una volta nella vita. Tuttavia una piccola frazione di donatori adulti, circa 1 su 20, aveva anche anticorpi che reagivano in modo crociato con SARS-CoV-2 e questo non dipendeva dalla recente infezione da un comune Coronavirus del raffreddore.

Nello specifico, nei campioni prelevati da 50 donne in gravidanza nel maggio 2018, il 10% aveva anticorpi “cross-reattivi”. 21 dei 48 campioni di sangue prelevati da bambini di età compresa tra 1 e 16 anni tra il 2011 e il 2018 idem.

In particolare, tali anticorpi cross-reattivi sono stati trovati molto più frequentemente nei campioni di sangue prelevati da bambini di età compresa tra 6 e 16 anni.

Perché i bambini si ammalano meno gravemente di Covid

“I nostri risultati mostrano che i bambini hanno molte più probabilità di avere questi anticorpi cross-reattivi rispetto agli adulti. Sono necessarie ulteriori ricerche per capire perché, ma potrebbe dipendere dal fatto che i bambini sono esposti più regolarmente ad altri Coronavirus” ha commentato l’autore principale dello studio Kevin Ng.

“Questi livelli più elevati che abbiamo osservato nei bambini potrebbero anche aiutare a spiegare perché hanno meno probabilità di ammalarsi gravemente di Covid-19. Non ci sono ancora prove, tuttavia, che questi anticorpi prevengano o diffondano l’infezione da SARS-CoV-2″.

Ma è importante sottolineare che ci sono ancora molte incognite che richiedono ulteriori ricerche. Ad esempio, come viene modificata esattamente l’immunità a un Coronavirus dall’esposizione a un altro? O perché questa attività diminuisce con l’età? Non si può in ogni caso pensare che le persone che hanno recentemente avuto un raffreddore siano immuni al Covid.

La ricerca in ogni caso continua ad indagare. Speriamo che pian piano si faccia luce su sempre più aspetti legati a questo virus. Più lo conosceremo, più riusciremo a combatterlo.

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A proposito dell'autore

Maria Pia Scancarello

Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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