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In Sicilia i contagi continuano a crescere, guadagnando il triste primato di Regione con il più alto indice di trasmissibilità (Rt ) di coronavirus in Italia. Il sindaco di Palermo e presidente dell’Anci Leoluca Orlando lancia l’allarme: «Se i contagi aumentano siamo pronti a nuove chiusure».
A preoccupare sono soprattutto i focolai nati a Catania e Ragusa da siciliani rientrati da Paesi ad alto contagio come Malta, Grecia e Spagna. E proprio su quest’ultimo fronte è caos sui controlli, tra ordinanze nazionali e regionali che prevedono procedure diverse.

I contagi nell’Isola
Ieri in Sicilia si sono registrati 42 nuovi positivi, dei quali 5 migranti. L’Isola ieri è stata la quarta per nuovi casi dopo Veneto, Lombardia e Liguria. Oltre ai 16 del capoluogo 8 nuovi positivi a Ragusa, 5 a Siracusa, 4 a Messina, 4 a Catania, 3 a Caltanissetta, 2 ad Agrigento. Inoltre il ministero della Salute segnala che durante la settimana la Sicilia è stata la Regione con il più alto indice di contagio in Italia, 1,40. In terapia intensiva i pazienti sono 6, come in Veneto e poco meno della Lombardia. Mentre i ricoverati con sintomi da coronavirus restano stabili a quota 42. Numeri che segnano un campanello d’allarme, perché costantemente in crescita a ritmi simili a quelli del Nord. Il presidente dell’Anci teme nuove chiusure: « Non possiamo nascondere la preoccupazione per l’aumento dei casi di Covid- 19 in Sicilia, così come in diverse zone del Paese e d’Europa — dice Leoluca Orlando — di fronte al rischio di nuovi lutti, le autorità stanno facendo quanto necessario per limitare i contagi ma ancora una volta è essenziale il rispetto delle norme di prevenzione più basilari a partire dall’indossare la mascherina ed evitare gli assembramenti. Di fronte a ulteriori contagi vi sarebbe la necessità di nuove chiusure e blocchi devastanti per la nostra economia».

Il caos ordinanze
Uno dei focolai che preoccupa di più è quello di Ragusa, con diversi ragazzi rientrati da Malta e risultati positivi al coronavirus. A Pozzallo ogni giorno con due aliscafi arrivano mille persone da Malta, tra turisti e siciliani di rientro. Da qui l’ordinanza firmata mercoledì dal governatore Nello Musumeci che prevede una stretta per chi arriva in Sicilia da Malta, Grecia e Spagna. Ordinanza che scatta da oggi e che prevede la quarantena per 14 giorni e tampone per i siciliani che tornano da questi paesi, mentre per i turisti si prevede l’obbligo di iscrizione all’app ” SiciliaSiCura” per essere tracciati ma nessun tampone. Tutto chiaro quindi? Assolutamente no, perché nel frattempo ieri è scattata sul territorio nazionale l’ordinanza nazionale firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza che prevede tamponi entro 48 ore per chi arriva da questi paesi ( aggiungendo in più anche la Croazia) e nessuna quarantena. Quindi da oggi quale ordinanza prevale? « Ci stiamo confrontando continuamente con Roma — dice l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza — noi al momento manteniamo la nostra ordinanza che prevede la quarantena per i siciliani di rientro e il solo tracciamento per i turisti che arrivano da questi paesi. Faremo una piccola correzione per aggiungere anche la Croazia. Comunque, ripeto, anche dal ministero ci dicono che possiamo agire come previsto: l’ordinanza del presidente Musumeci, prevedendo la quarantena per i siciliani di rientro, è più stringente di quella nazionale. E i turisti saranno contattati dalle nostre unità operative mediche attraverso l’app e quindi monitorati».

Nessun controllo
In questo quadro confuso ieri non c’è stato quindi alcun controllo. All’aeroporto di Catania, ad esempio, è atterrato un volo proveniente dalla Grecia e nessuno è stato registrato. Stesso discorso per l’aliscafo della mattina che da Malta ha attraccato a Pozzallo con 500 persone a bordo. Ma in questo caso il sindaco Roberto Ammatuna ha chiesto un intervento del prefetto chiedendo di fare i tamponi in base all’ordinanza nazionale: dopo un vertice in prefettura, e in assenza di tamponi dell’Asp, per chi è arrivato da Malta a Pozzallo con l’aliscafo della sera è stata prevista quanto meno un registrazione obbligatoria. Insomma, un grande caos. (Larepubblica)

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