Il ministro per gli Affari regionali Boccia ritiene che i locali non dovessero proprio riaprire perché “le linee guida del governo andavano in questa direzione”

“Se i numeri non cambiano sarà inevitabile un freno alla movida selvaggia, la prossima settimana si cercherà di condividere una scelta rigorosa con tutte le Regioni”. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, aggiungendo: “Le discoteche per noi non andavano proprio riaperte, le linee guida del governo andavano in questa direzione”. 

Ma con il decreto del 16 maggio si era deciso di lasciare comunque alle Regioni la possibilità di valutare l’opportunità di far riaprire, rispettando certe condizioni. Ai governatori “noi gli diciamo: siete autonomi, assumetevi le vostre responsabilità“.

“Purtroppo – ha spiegato Boccia a La Stampa – i numeri non ci confortano, non tanto sul territorio nazionale, quanto sul fronte internazionale. Noi stiamo ovviamente molto meglio degli altri Paesi europei, ma il virus circola, e dobbiamo tenere alta la guardia”. Di qui il cambio di strategia.

“Ma in fondo anche i proprietari e i gestori dei locali si aspettano che non si regga aperti tutto il mese”, ha assicurato il ministro, spiegando che il dialogo con i rappresentanti della categoria, che in Italia conta 3800 realtà imprenditoriali, lo segue il collega Patuanelli: “Le sigle sindacali si sono dimostrate molto responsabili – ha aggiunto -. Se si arriverà alla chiusura, è chiaro che si aprirà un’altra questione, quella dei sussidi pubblici al settore, e in quel caso andremo dal buon Gualtieri e cercheremo di capire cosa si può fare”.

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