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Da grande malato d’Europa a primo guarito. A novembre Il Regno Unito era tra i paesi con i numeri più pesanti sul contagio. Tanto da spingere più di tutti sull’avvio della campagna vaccinale, iniziata infatti a dicembre e proseguita a ritmi sostenuti. Tanto da raggiungere le 800mila dosi al giorno contro le 200mila italiane.

 I casi di coronavirus a livello globale hanno superato la soglia dei 127 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana dall’inizio della pandemia nel mondo sono stati registrati 127.258.173 contagi. Il bilancio complessivo dei decessi ha raggiunto quota 2.785.286. I guariti sono oltre 95 milioni.

Allentate le restrizioni nel Regno Unito: si può fare di nuovo sport all’aperto

In Inghilterra è cominciato l’allentamento delle misure restrittive dell’ultimo blocco dovuto al Covid-19, entrato in vigore all’inizio dell’anno. Con famiglie e amici che potranno incontrarsi negli spazi all’aperto e con molti sport che saranno nuovamente consentiti.

La giornata è stata ribattezzata happy monday. Il primo ministro Boris Johnson ha invitato il pubblico alla cautela:

«Tutti devono continuare a rispettare le regole e le misure sanitarie» ha avvertito il premier invitando i cittadini a farsi vaccinare. Johnson ha aggiunto che spera che l’allentamento «dia il via a una grande estate sportiva britannica».

Nessun morto di COVID a Londra

Zero morti conteggiati per COVID ieri a Londra, come non succedeva da sei mesi: lo confermano i dati disaggregati diffusi da Public Health England ripresi dai media del Regno, dopo che le cifre nazionali diffuse domenica su un totale di decessi giornalieri ridotto a 19 in tutto il Regno Unito. L’indicazione si giova del ritardo statistico su parte dei dati del week-end, ma comunque conferma una tendenza al calo delle vittime ai minimi da inizio pandemia. I medici londinesi parlano di risultato «fantastico» notando la parallela riduzione dei ricoveri, con non più di una media di «1 o 2 morti ogni due giorni» nelle terapie intensive.

La prima dose di vaccino covid funziona, calo del 62% dei contagi negli ospizi britannici

Si conferma l’impatto significativo dei vaccini anti COVID utilizzati in questi mesi su milioni di persone nel Regno Unito (Pfizer e AstraZeneca) già dopo una singola dose. Lo rilevano i ricercatori britannici che – dopo aver verificato nelle scorse settimane un’efficacia fra l’80% e oltre il 90% dei 2 sieri contro le forme acute d’infezione e contro il rischio di morte – rilevano ora un effetto di riduzione del 62% di tutti i contagi (inclusi quelli lievi) anche fra una delle categorie più vulnerabili, gli ospiti delle case di riposo, dove nella prima fase della pandemia si sono registrati focolai micidiali di diffusione del virus.

Lo studio, condotto stavolta da un team della prestigiosa University College London (UCL) su una campione di 10.000 anziani di 86 anni d’età media, indica un risultato pressoché identico per Pfizer e AstraZeneca: con un calo secco del 56% dei contagi dopo 4 settimane dalla prima dose e del 62% dopo 5 settimane. E questo nel pieno dell’impennata della diffusione dell’aggressiva ‘variante inglese’ del coronavirus. «I nostri dati suggeriscono dunque che entrambi i vaccini sono efficaci anche tra le persone più fragili e più anziane» già con la prima iniezione, ha notato la dottoressa Maddie Shrotri, una delle responsabili della ricerca, evidenziando aspettative ancor maggiori dopo i richiami.


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Fabio C.

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