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A Palermo, come da mesi raccontano le cronache, mancano troppe unità di infermieri per somministrare le dosi di vaccino nelle case di riposo. Allora a mettersi alla ricerca di nuovo personale (volontario) ci ha pensato Ismaele La Verdera, con la redazione delle Iene.

Ho letto una notizia che mi ha addolorato tanto. A Palermo mancano infermieri per somministrare i vaccini“, a dirlo ad inizio servizio, nella puntata del 2 aprile, è proprio il palermitano Ismaele La Vardera, che decide di visitare alcune case di cura del palermitano per capire meglio la situazione.

“I vaccini ci sono, ciò che manca è il personale”, dice un collaboratore di una casa di riposo. Proprio con questo pensiero La Vardera fa partire una selezione di volontari. Un po’ come se fosse un Linkedin dai capelli rossi, l’inviato ha deciso di occuparsi lui stesso in prima persona del reclutamento di forza lavoro per aiutare il sistema sanitario nelle case di riposo sicule e in generale per dare una mano all’ASP di Palermo.


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È bastato un appello di 15 secondi o poco più di stories di Instagram per individuare in pochissimo tempo infermieri pronti e volenterosi di aiutare gli anziani e le persone più fragili nel capoluogo siciliano. “Io lo do il mio tempo a disposizione”, “Pronto a vaccinare anche di notte”, sono questi i messaggi vocali dei valorosi operatori sanitari alle Iene.

Dopo aver trovato coloro che daranno la tranquillità ai più fragili con una dose di vaccino, l’obiettivo è trovare un’accordo con le istituzioni regionali, che immediatamente si trova. Gli infermieri che si propongono alle Iene sono giovanissimi e ricchi di forze. A questo punto a La Vardera non resta che aspettarli all’aereoporto.

Federica, Simone, Matteo e Francesco. Tutti provenienti da varie parti di Italia e carichi per aiutare il prossimo. Le loro vaccinazioni partono dalle case di riposo, luogo principale del contagio del Covid-19, fino a spargersi nei meandri della città. La velocità e la stanchezza trasudano dal servizio che Le Iene portano sul piccolo schermo. Ma basta una carezza o un sorriso di un anziano per portar via tutto come un vento proveniente da Sud, anzi proveniente da Palermo.

Qui il servizio delle Iene


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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