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“Cara” Selvaggia Lucarelli, ho letto il tuo post dove esprimi il tuo (volgare) disprezzo nei riguardi della Sicilia, della quale ricorderai solo i disservizi. Era prevedibile. Ogni viaggiatore ricorda i luoghi in funzione del proprio background culturale. La smagliante bellezza è in grado di annullare la bruttezza della spazzatura, del caos? Dipende dal livello culturale del viaggiatore”. Con queste parole un siciliano ha risposto su Facebook al lungo racconto social di Selvaggia Lucarelli, che pochi giorni fa ha concluso il suo viaggio in Sicilia. La giornalista, dopo un tour nella Sicilia orientale, ha trascorso gli ultimi giorni di vacanza a Noto, nel Siracusano, assieme al compagno e al figlio. La giornalista ha racontato la sua esperienza sui social, tra blackout che hanno lasciato la sua famiglia al buio, senza aria condizionata e senza acqua, ai rifiuti lasciati in strada. Ecco cosa ha risposto Francesco Ferla, architetto e fotografo palermitano di fama internazionale, sulla sua pagina Facebook.

“Ricordo un viaggio al Cairo, dove in mezzo alla strada c’erano carcasse di vacche in decomposizione e il livelllo di sudiciume era tale da svenire. Eppure nei miei ricordi c’è solo la bellezza abbagliante della Moschea di Muhammad Alì. Quando ricordo il Cairo sono invaso da un calore di bellezza devastante, fatto di mille immagini, facce, occhi e colori che mi trasmettono benessere. Così vale per la Cappella San Severo di Napoli: la sua bellezza è talmente forte, da annullare qualsiasi problema di Napoli. Da sola, vale il viaggio. Cara Lucarelli, il problema non è cosa vedi, ma cosa riesci a filtrare di quella bellezza che definisci smagliante. Il filtro è la cultura. Non sei una viaggiatrice, è chiaro”.

L’ultima parte della lettera si riferisce ai diversi scatti condivisi sui social dalla Lucarelli relative alle discariche di spazzatura nel Siracusano. “Ovviamente chi confonderà questo post come una giustificazione della monnezza, avrà capito ben poco: semplicemente, a Roma, non fotograferei la spazzatura…perchè è operazione stupida. Un viaggiatore ama, e non giudica mai. Un viaggiatore immerge i piedi nel degrado, e assorbe come una spugna la bellezza, e ciò avverrà anche nelle favelas più malfamate, o nei luoghi più disastrati del mondo: quello è un viaggiatore. Il viaggiatore relativizza, vede oltre, non confronta, perchè il viaggio è distacco dal proprio clichè.
Io ho capito della tua ignoranza non dai post dove esponi la monnezza, ma dalla tristezza dei post dove racconti la “bellezza” della Sicilia…banalissime vetrine di negozi. Fai la fighettina altrove. Pensatrice non c’eri prima, viaggiatrice nemmeno. Un viaggiatore non giudica mai”.

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