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È stato arrestato Davide Fontana, il presunto responsabile dell’omicidio della donna ritrovata cadavere, fatta a pezzi a Borno nel bresciano una settimana fa. L’uomo, 43 anni, è un amico e vicino di casa della vittima, identificata come Carol Maltesi, 25 anni, in arte Charlotte Angie, milanese nota nel mondo dell’hard. Ha confessato l’omicidio durante un interrogatorio nella notte ai carabinieri.  

È un dipendente di banca a Milano Davide Fontana. I due avevano avuto una relazione. L’uomo, che è stato sottoposto a fermo (e non arrestato, come appreso in precedenza), ha confessato ai carabinieri di Brescia nella notte di aver prima colpito in testa la vittima al termine di un litigio e poi di aver deciso di farla a pezzi, nasconderla per un periodo nel freezer di casa a Milano e poi liberarsene a Borno. 

“Non ho tempo adesso per i giornalisti e per spiegare perché ho lasciato il porno”. Così l’assassino scriveva al sito bsnews fingendo di essere la donna che invece lui stesso aveva ucciso mesi prima. Al giornalista che chiedeva conto del fatto che i tatuaggi indicati dagli inquirenti sul cadavere a pezzi trovato a Borno fossero uguali a quelli dell’attrice hard, lo stesso assassino – fingendosi Charlotte Angie – rispondeva via messaggio sabato scorso: “Ah ho capito mi hanno già detto diverse persone di quella ragazza. Io sto bene fortunatamente”.

“Per combattere determinati pregiudizi noi donne dovremmo essere le prime a sostenerci per combattere determinati pregiudizi noi donne dovremmo essere le prime a sostenerci”: così Carol Maltesi, che nel mondo del porno aveva scelto il nome di Charlotte Angie, concludeva un video sui social girato nel 2020 in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne e ripostato dalla stazione radio di Busto Arsizio Flash. “Non ho mai fatto video su Instagram e non sono neanche tanto brava a parlare ma e’ veramente un tema che mi sta molto a cuore non solo perché l’ho vissuto nel mio piccolo personalmente – spiegava Carol – Si parla tanto di violenza fisica contro le donne ma e’ altrettanto importante parlare di quella psicologica perche’ comunque ti distrugge emotivamente ed e’ altrettanto grave. E se ne parla molto poco di questo”.

“Quello che mi è venuto in mente – ha aggiunto – è che manca soprattutto il rispetto fra noi donne in primis. E anche questa è una forma di violenza psicologica. Soprattutto da quando sono entrata nel mondo delle mamme. Le altre mamme sono sempre pronte a giudicarti se prendi decisioni diverse dalle loro”, decisioni “non convenzionali” come quella di fare “foto provocanti” “Devi puntare il dito e far sentire quella donna meno madre o inadeguata – aggiungeva – solo perché prima di essere madre è donna. Penso che per combattere determinati pregiudizi noi donne dovremmo essere le prime a sostenerci”

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