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Un anno che la pandemia ha profondamente segnato.  La classica domanda di fine anno su quali saranno le professioni e i settori emergenti nell’anno venturo e dopo l’emergenza Covid-19 che speriamo tutti di lasciarci al più presto alle spalle, presenta risposte quanto mai attese e importanti.

L’epidemia ha rivoluzionato il mercato del lavoro

Ma se alcuni settori sono in difficoltà altri sono in forte crescita e prevedono assunzioni. A partire dalla sanità e dall’informatica, ma non solo.

Gli osservatori nazionali e internazionali concordano sul fatto che non c’è alcun dubbio sul fatto che anche le vite lavorative sono destinate a cambiare per e dopo l’emergenza Covid-19. E’ ancora presto per formulare ipotesi certe sull’andamento economico del 2021. Come andrà la prossima annata dipenderà dalla diffusione del vaccino e dalla sua capacità di fermare il virus. I cambiamenti sul medio-lungo periodo però, sono strutturali.

Il Coronavirus ha dato un’ulteriore spinta ad alcune delle tendenze che già si stavano verificando nel mondo del lavoro, sul modo stesso di concepirlo a livello organizzativo e culturale. 

Le 30 figure lavorative più ricercate

Entra ancora più nel dettaglio un’indagine di Assolavoro Datalab, svolta nei primi 10 giorni di novembre su due dei principali portali per la ricerca di lavoro, LinkedIn e Trovit, che elenca le 30 figure più ricercate. Secondo l’analisi, nell’ultimo bimestre del 2020 sul totale delle richieste espresse dal mercato del lavoro, in tutto circa 480mila posizioni, ben 297mila riguardano le 30 figure indicate. Le sole agenzie per il lavoro per lo stesso periodo offrono complessivamente circa 90mila opportunità, per lo più contratti a tempo determinato.

I lavori più specializzati

Nel top ten delle figure a elevata qualifica individuate da Assolavoro Datalab svettano quelle legate al mondo sanitario, ma anche specialisti Ict, responsabili vendite ed export manager.

In particolare si segnalano le figure:

1. infermiere qualificato;

2. tecnico di laboratorio/specialista sanitario;

3. medico;

4. software engineer e Java software engineer;

5. analista software;

6. sistemista/tecnico di rete;

7. onsite manager;

8. responsabile vendite;

9. specialista commerciale/analista vendite;

10. tecnico commerciale estero/export manager

Le figure a media qualifica

Tra le figure a media qualifica più ricercate nei servizi compaiono OSS (operatori socio-sanitari), ma figurano anche contabili, amministrativi e specialisti del credito.

1. Operatore socio-sanitario (OSS);

2. specialista amministrativo;

3. contabile;

4. specialisti del credito;

5. responsabile di negozio;

6. consulente di vendita;

7. badante;

8. supporto/assistenza clienti;

9. operatore call center;

10. addetti helpdesk.

Gli operai e i conduttori di macchine tra i lavori più richiesti nel 2021

Qualche segnale di vivacità, nonostante il momento, arriva anche dalle fabbriche e dalle imprese produttive, così come nel settore delle costruzioni. Ma le opportunità di lavoro maggiori si segnalano per queste figure:

1. addetto stampaggio/presse/lavorazione lamiera;

2. operaio saldatore;

3. operaio tornitore;

4. addetto macchine Cnc;

5. tagliatore/cucitore;

6. addetti tintoria/stireria;

7. verniciatore settore mobili;

8. carpentiere;

9. muratore;

10. autista/corriere

Lo shock dovuto all’epidemia

Un altro studio, realizzato dal Sistema informativo Excelsior e Unioncamere-Anpal, cerca di capire quali saranno gli effetti dell’epidemia in tutto il biennio 2020-2021, dando anche indicazioni interessanti sui settori che manterranno una certa vitalità. L’analisi stima un calo dell’1,2% degli occupati totali a fine 2021 rispetto al periodo pre-crisi, che diventa però una crescita (+2,2%) nel settore pubblico, grazie allo sblocco delle assunzioni in sanità imposto dall’epidemia.

E proprio per questo chiaramente nelle prime posizioni ci sarà il comparto salute, che nel biennio vedrà aumentare i posti di lavoro (+108.800), ma anche la filiera dell’informatica e delle telecomunicazioni (+35.900), che registra la crescita più sensibile nella classifica dei settori, attorno al 6,6%, grazie all’impennata della domanda di servizi informatici e consulenza indotta dall’emergenza sanitaria.

Basta pensare a tutte le video-chiamate e le video-conferenze cui ci siamo velocemente convertiti in questi mesi, o a tutti quei servizi che aziende e attività commerciali hanno attivato per restare sul mercato. Nuovi bisogni che richiedono nuove figure.


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Fabio C.

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