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Forse non tutti lo sapevano, o pochi se n’erano accorti. Ma chi cercherà da oggi un sinonimo di donna nella versione online del vocabolario Treccani non troverà più parole come “cagna“, “buona donna” o “zoccola“. Ad avanzare, altre espressioni che inquadrano la donna per le sue doti intellettuali, come donna di legge, di lettere, di scienza, di Stato.

Il caso Treccani e la voce “donna”

L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani cambia il sinonimo di donna. La modifica arriva qualche mese dopo l’accesso dibattito tra un gruppo di attiviste, guidate da Maria Beatrice Giovanardi, e Valeria Della Valle, direttrice del vocabolario Treccani. La questione era emersa in base ad una riflessione sul “marchio misogino” che, attraverso la lingua italiana, è penetrato nel senso comune incidendo sulla concezione della donna.


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Treccani: sostituiti i sinonimi di donna

Questa è senz’altro una buona notizia, ma è anche incredibile pensare che fino ad oggi, nel 2021, questa serie di sprezzanti appellativi siano stati associati accanto alla parola donna. Al posto di questi, sono state inserite altre espressioni che valorizzano i traguardi intellettuali e sociali della donna: donna di lettere, di legge, di scienza e di Stato.

Appellativi spariti del tutto?

Tuttavia, ciò non significa che l’uso dispregiativo di donna e dei suoi derivati sia stato del tutto omesso dal dizionario: “Treccani non ha rimosso nulla, ha piuttosto riorganizzato i contenuti. E mentre posso dire di essere contenta della riorganizzazione, non avrei considerato in maniera altrettanto positiva un’eventuale cancellazione”. Dichiara la Della Valle. “Rimango infatti dell’idea che i dizionari, che sono senz’altro sempre migliorabili, debbano continuare a riportare tutte le nostre parole, anche quelle ‘brutte’: per me, basta che siano correttamente segnalate come offensive, volgari, dispregiative”, conclude la direttrice. I diversi sinonimi dispregiativi sono stati  infatti spostati sotto la voce prostituita.

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A proposito dell'autore

Cristina Riggio

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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