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Il sito UniDad- Universitari – Universitari per la DAD Integrata sta cercando di raccontare le storie e le sensazioni degli studenti che vorrebbero la modalità mista, tra presenza e distanza. Tra tutte, in queste ore è spiccata la storia di Caterina che ha mandato un messaggio intenso alla pagina.

“A pochi mesi dall’inizio della triennale, mi è stato diagnosticato un tumore. A causa delle terapie e del trapianto di midollo osseo non ho potuto frequentare l’Università per molti mesi. Così ho saltato interi semestri e intere sessioni d’esame. Nel mio caso la Dad è un ottimo strumento di aiuto”.

Caterina prosegue il suo racconto: “Con la Dad sarei trattata come un studentessa normale. Le lezioni registrate potrebbero davvero aiutarmi”. Ma quella di Caterina non è l’unica storia. Infatti altri studenti hanno deciso di esternare alla pagina social le proprie storie, così particolari ma associabili alla vita di tutti.


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Le storie di universitari pro Dad

Nella stessa pagina, Daniele, studente pendolare di Napoli, racconta che la Dad ha tagliato un sacco di tempi morti dalla sua vita. “In questi mesi ho risparmiato i soldi dell’affitto della stanza e il costo del viaggio per fare spesso andata e ritorno dall’ateneo“.

“Inoltre per pagarmi gli studi lavoro e questa nuova modalità a distanza mi sta davvero aiutando. Invece Fausto, altro partecipante al gruppo UniDAD, dichiara: “La Dad offre il diritto allo studio. Gli studenti hanno la possibilità di studiare dovunque con un semplice click”.

Di contro canto la ministra dell’Università Messa ha chiaramente dichiarato che la Dad in questo anno sarà usata solo superficialmente, dando maggior rilievo alla presenza.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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