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Cani e Covid – Tra tamponi rapidi, molecolari, test sierologici e autotest acquistabili in farmacia, i nostri amici a quattro zampe hanno già la soluzione.

Il loro fiuto! Come hanno dimostrato dei recenti studi, i cani sono in grado di fiutare diverse patologie, compresi diabete, Parkinson e alcune tipologie di tumore. Le loro spiccate capacità derivano dai 220 milioni di ricettori olfattivi, in confronto ai 50 milioni degli umani. 

Grazie a queste doti, i cani sono stati i protagonisti di alcuni esperimenti relativi all’individuazione di casi covid.

Dai dati è emerso che sono capaci di scovare il coronavirus, con una precisione che va dal 98% al 100%.

Lo conferma il progetto franco-libanese, di cui parla il dottor Riad Sarkis, dell’università St. Joseph di Beirut. Da più di una decina di anni, infatti, l’esperto si occupa dell’individuazione di patologie tramite gli odori emanati dal corpo umano. 

I ricercatori hanno addestrato 20 esemplari di pastore belga, chiedendosi se i cani fossero capaci di distinguere l’odore di un infetto. I risultati non solo lo provano, ma dimostrano che i nostri amici sono anche molti precisi nel farlo. L’idea della ricerca è partita “dalla constatazione che i reparti covid hanno un odore particolare”, spiega Sarkis.

“I cani ce lo hanno confermato riuscendo a fiutare più volte la patologia tra diversi campioni di sudore”. Una volta individuato quello giusto, il cane “si ferma davanti allo stesso campione, avvertendoci della positività”.

Con grande sorpresa, gli errori  commessi sono stati veramente pochi. In alcuni casi, spiega un altro esperto, Dominique Grandjean, “i cani hanno fiutato la positività in campioni appartenenti a pazienti precedentemente risultati negativi con i classici test.


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Quando però gli stessi test sono stati ripetuti, i pazienti sono risultati positivi, proprio come avevano fiutato i cani”. 

Le università coinvolte nel progetto sono state contattate da oltre 40 paesi interessati a questo tipo di ricerca. “Alcuni vogliono cambiare approccio, usando campioni di saliva o urine” afferma Sarkis. “Non sono d’accordo, perché il sudore, a differenza di tali sostanze, non è un veicolo di contaminazione”. “Sarebbe più facile” continua l’esperto “prendere i campioni di sudore con una garza e farla fiutare subito dopo ai cani addestrati”. 

I nostri amici a quattro zampe non smettono mai di sorprenderci con le loro capacità. Si rivelano ogni giorno dei fantastici alleati, e hanno sempre qualcosa da insegnarci. Forse dovremmo proprio imparare da loro, visto che nella vita… ci vuole “naso”!  


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A proposito dell'autore

Neolaureata in Mediazione Linguistica a Unipa, dove adesso frequenta il corso di Lingue Moderne e Traduzione per le Relazioni Internazionali. Le piace cantare, suonare e scrivere. Ama le parole e le ama in diverse lingue, pensa che abbiano un grande potere. Sogna di girare il mondo e di portarsene un pezzo dopo ogni viaggio. Crede nella bontà e nell'altruismo. La sua missione è far ridere gli altri.

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