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Abbiamo sprecato bit, parole, articoli, video, storie su intagram per condannare l’ignoranza di chi non ha compreso la gravità della situazione che stiamo attraversando.

Abbiamo criticato Angela da Mondello per la sua intervista di questa estate e puntato il dito contro la superficialità dei negazionisti.

Ma forse troppo poco ci siamo indignati per quello che succede nei weekend nelle nostre città. La tanto nominata e agognata movida, quella che i ragazzi palermitani volevano riprendersi a tutti i costi e a cui nessuno è disposto a rinunciare, oggi è motivo di reale preoccupazione. Per tutti.


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Queste immagini girate a Palermo a Piazza sant’Anna da un cellulare amatoriale, fanno davvero venire i brividi. Ma questi giovani si rendono conto di quello che c’è in ballo in questa lotta?

Lo capiscono che il loro comportamento irresponsabile potrebbe portarci tutti a dover subire ulteriori restrizioni e, ciò che è peggio, potrebbe portare a far ammalare i loro genitori o i loro nonni?

Lo stato italiano e le forze dell’ordine sono impegnate quotidianamente a perseguire commercianti e proprietari di locali e ristoranti e a fare multe. Se un cliente di un ristorante viene sorpreso senza mascherina viene multato anche il proprietario del locale in cui si trova.. ma se questi ragazzi irresponsabili ballano e si strusciano senza mantenere un minimo di distanza di sicurezza e senza mascherine, allora chi dovremmo multare? Con chi ce la dovremmo prendere?

Fa rabbia, fa molta rabbia. Soprattutto a quella parte di giovani che affrontano con responsabilità questo delicato momento e cercano di rispettare le regole imposte. Tutto viene vanificato da comportamenti come quelli di sabato scorso a Palermo.


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E allora forse hanno ragione quelli che paventano nuove chiusure. Perché diciamoci la verità, non siamo un popolo che ha la maturità di comprendere cosa è bene e cosa è male per noi stessi.

Magari proprio i genitori o i parenti di quei giovani sprezzanti si trovano ad affrontare adesso un momento difficile dovuto alla crisi economica causata dalla pandemia. Magari le loro sorelle o cugine hanno dovuto partorire senza poter avere nessuno accanto. O i loro nonni hanno subito lunghe giornate in ospedale per vari problemi, in solitudine e senza assistenza familiare.

In nome di questa fatidica auto protezione che dovrebbe essere dettata non dalle regole ma dal solo buonsenso.


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È questa dunque la generazione che siamo? Il virus a Palermo è molto diffuso, già da adesso non ci sono posti in terapia intensiva. La situazione è molto più grave rispetto al periodo del lockdown, ma noi continuiamo a ballare e a fare caciara con la birra in mano. Magari condividendola dalla stessa bottiglia.

Svegliamoci ragazzi!!!! Qui se non cambiano le cose ci rinchiudiamo di nuovo tutti a casa e gettiamo le chiavi. O forse lo capirete solo quando i vostri genitori non potranno più darvi i soldi per ubriacarvi perché l’economia sarà ridotta sul lastrico?

O peggio ancora quando sarete voi quelli intubati in un letto di ospedale, all’interno di un reparto covid, che non ha più posti a disposizione?

Riflettiamo seriamente. E usiamo il cervello, oltre che la mascherina.

Il Video


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A proposito dell'autore

Maria Pia Scancarello

Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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