Con il termine “pillola del giorno dopo” si intende un farmaco che viene assunto, per bocca, come misura occasionale di contraccezione di emergenza, entro 72 o 120 ore (a seconda del farmaco) dopo un rapporto sessuale non protetto o in caso di mancato funzionamento di un sistema anticoncezionale.

Attualmente in Italia sono disponibili diverse preparazioni farmaceutiche, contenenti due diversi principi attivi, che agiscono sull’equilibrio ormonale bloccando o ritardando l’ovulazione, cioè il rilascio dell’ovulo dalle ovaie. I principi attivi di riferimento sono:

  • Levonorgestrel (progestinico): il principio attivo, ovvero una composizione ormonale progestinica, si ritrova anche in altri tipi di farmaci, compresa la pillola contraccettiva, ma come pillola del giorno dopo viene assunto a un dosaggio superiore.
  • Ulipristal Acetato (modulatore selettivo del recettore del progestrone): in Italia viene distribuito con il nome di EllaOne ed è conosciuto anche come “pillola dei cinque giorni dopo”, in quanto risulta efficace fino a 120 ore dal rapporto potenzialmente a rischio. Pur essendo il meccanismo di azione analogo al Levonorgestrel, l’Ulipristal Acetato è in grado di spostare l’ovulazione anche dopo che il processo che conduce all’ovulazione è già iniziato.

Efficacia

L’efficacia di entrambi i tipi di farmaci dipende dalla tempestività con cui vengono assunti: sarà tanto maggiore quanto prima si inizia il trattamento dopo un rapporto non protetto.

Pertanto, le compresse vanno assunte nel più breve tempo possibile, preferibilmente entro 12 ore dal rapporto e non oltre le 72 ore (3 giorni) per il Levonorgestrel e 120 ore (5 giorni) per l’Ulipristal Acetato.

Va ricordato che tali farmaci intervengono nella fase pre-ovulatoria (quando la probabilità della fecondazione è più elevata) ma non sono efficaci quando l’ovulazione è già avvenuta e si è verificato l’impianto dell’ovulo fecondato, ragion per cui la loro efficacia nel prevenire una gravidanza non raggiunge il 100%.

Per il Levonorgestrel, l’assunzione del farmaco entro le prime 24 ore dal rapporto a rischio garantisce una efficacia fino al 95% e scende fino ad annullarsi dopo le 72 ore. L’efficacia riportata per EllaOne, invece, arriva al 98% entro i primi 3 giorni.

Ma come funzionano le pillole del giorno dopo, e soprattutto sono sicure e funzionano sempre? Ed in cosa differiscono l’una dall’altra?

Entrambe le pillole vanno assunte in un’unica somministrazione, il più precocemente possibile dall’avvenuto rapporto, possibilmente nel giro di 24 ore, anche se il Levonorgestrel può essere assunto entro tre giorni e l’Unipristal entro cinque, appunto, dando più possibilità di copertura alla donna.

Il meccanismo d’azione principale per entrambe è quello di posticipare il momento dell’ovulazione della donna, là dove questa non sia ancora avvenuta, in modo da non far incontrare la cellula uovo e lo spermatozoo nella tuba ed evitare quindi la fecondazione.

La buona riuscita del metodo dipende ovviamente dalla fase del ciclo in cui si trova la donna al momento del rapporto: più il rapporto sessuale avviene nei giorni vicini all’ovulazione, ovvero nei giorni fertili, più il rischio di una gravidanza rimane comunque, indipendentemente dall’assunzione corretta del farmaco, ecco perché è consigliabile fare comunque un test di gravidanza in caso di ritardo della mestruazione.

Entrambi i farmaci agiscono a livello del collo dell’utero, rendendo il muco cervicale inadeguato al trasporto degli spermatozoi all’interno dell’utero e agiscono anche sulla mobilità delle ciglia delle cellule tubariche, ritardando la mobilità degli spermatozoi.

Rispetto al Levonorgestrel, l’Ulipristal ha un meccanismo d’azione ulteriore, cioè quello di creare condizioni “sfavorevoli” all’impianto qualora l’uovo sia già stato fecondato.

In questo modo, contrariamente al Levonorgestrel, agisce anche una volta che sia l’ovulazione che la fecondazione sono avvenute, interferendo con l’annidamento dell’uovo fecondato nella parete dell’utero (endometrio).

Siccome la pillola dei 5 giorni dopo interferisce con l’impianto di un eventuale uovo fecondato, è sorta però la questione etica, mossa dai ginecologi obiettori circa l’utilizzo dell’Ulipristal, in quanto potrebbe essere considerato un metodo “abortivo” piuttosto che “contraccettivo”, in caso di utilizzo in fase postovulatoria del ciclo.

Tuttavia, poiché il farmaco può essere acquistato senza prescrizione medica, sta alla donna fare i conti con la propria etica e decidere se acquistarlo autonomamente in farmacia.

E ancora…

Sicuramente secondo i dati disponibilil, il rischio di ricorrere successivamente ad un’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) per fallimento del metodo è inferiore con l’uso di Ulipristal rispetto all’uso di Levonorgestrel.

I due farmaci differiscono infine per gli effetti che hanno sull’eventuale nascituro.

Se, in caso di fallimento della pillola del giorno dopo, la donna volesse ripensarci e portare avanti la gravidanza, avendo assunto il Levonorgestrel, potrebbe farlo senza alcun rischio per il feto, mentre l’Ulipristal comporta un rischio di malformazioni per il nascituro.

Sia la pillola dei 3 giorni dopo che quella dei 5 giorni dopo sono in genere ben tollerate, non danno effetti collaterali eclatanti, ma si tratta pur sempre di metodi “d’emergenza” di cui non abusare.

Se vuoi saperne di più sull’argomento, leggi tutti i nostri articoli nella sezione dedicata alla contraccezione.

Quanto ne sanno le donne italiane?

La pillola del giorno dopo è uno strumento di contraccezione post-coitale molto diffuso ed utilizzato, specialmente al giorno d’oggi. Malgrado il tasso elevato di consumatrici a livello nazionale questo contraccettivo di emergenza ed il suo funzionamento sembra ancora essere oggetto di confusione. Questo è quanto emerso da un’indagine condotta da Onda (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna di genere), in collaborazione con l’istituto di ricerca Elma Research.
Questo è quanto emerso dalla ricerca:

  • I principali canali informativi sono quelli informali ovvero media e passaparola
  • 7 donne su 10 (70%) conoscono il corretto uso della CE (contraccettivo d’emergenza), ovvero nel caso in cui il metodo contraccettivo abbia fallito o in caso di rapporto non adeguatamente corretto.
  • Solo 3 donne su 10 (30%) conoscono il meccanismo d’azione della pillola del giorno dopo che consiste nel ritardare o bloccare l’ovulazione
  • 5 donne su 10 (50%) affermano di non conoscere le tempistiche di assunzione della pillola, che deve essere assunta il primo possibile per ottenere il massimo dell’efficacia
  • 5 donne su 10 (50%) hanno invece dichiarato di non sapere che alle maggiorenni non serve la prescrizione medica per ottenere la CE
  • L’80% delle donne intervistate ha confermato di essere aggiornate sulla disponibilità della “nuova” pillola del giorno dopo a base di ulipristal acetato, conosciuta come pillola dei cinque giorni dopo”
  • 9 donne su 10 (90%) non sanno che la nuova pillola è più efficace della pillola tradizionale a base di levonorgestrel.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali associati all’assunzione di questi farmaci sono rari e, per lo più, di modesta entità. Per quello che riguarda il Levonorgestrel, il più comune effetto collaterale è la nausea che, in rari casi, può essere accompagnata da vomito. Con minore frequenza si può verificare un lieve ritardo del successivo ciclo mestruale e/o una modificazione della sua durata e quantità.

Anche EllaOne risulta, generalmente, ben tollerata: la maggior parte delle donne non riscontra nessun effetto secondario.

Il disturbo più comune è una lieve alterazione della regolarità mestruale (che può comparire in anticipo o in ritardo, fino a un massimo di 7 giorni) e della abbondanza del flusso. Alcune donne potrebbero riscontrare anche mal di testa, nausea, dolori all’addome e alle pelvi, vomito, affaticamento e vertigini.

Lo sapevate che…

  • Rispetto ad altri metodi contraccettivi ha un maggiore rischio di gravidanza e non è da intendere come metodo di contraccezione regolare.
  • E’ un contraccettivo usato per evitare una gravidanza, ma se la donna è già incinta non interromperà la gravidanza in corso
  • La pillola del giorno dopo non riduce il rischio di gravidanza per rapporti a rischio successivi alla sua assunzione. Pertanto, si raccomanda l’utilizzo di contraccettivi di barriera (come il preservativo), almeno fino al nuovo ciclo mestruale.
  • Per evitare questo rischio è raccomandato l’utilizzo del profilattico.
  • La pillola del giorno dopo ritardando l’ovulazione impedisce il concepimento, senza in alcun modo influire sull’embrione ed il suo stato. La sua classificazione a livello mondiale appartiene alla categoria degli anti-ovulatori, in quanto non può assolutamente agire sull’impianto dell’embrione. Inoltre, la sua base progestinica azzera qualsiasi rischio di malformazioni legate al suo utilizzo.

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