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Rischio alcolismo Lockdown – L’allarme arriva dall’Istituto Superiore di Sanità. Sono dieci milioni attualmente le persone dipendenti dall’alcol.

Secondo l’Istituto, dall’inizio della pandemia il consumo di alcolici nelle case degli italiani è aumentato del 200%. E pare che il 20 % abbia avuto una ricaduta.

 Già prima della Pandemia la situazione sotto questo profilo non era delle migliori. Nel 2019, secondo l’Istat, il 66% della popolazione faceva uso di alcol.

Oggi sono a rischio 10 milioni di persone. Tra queste almeno un milione sono ragazzi. È l’inquietante messaggio d’allarme lanciato dalla Società Italiana di Alcologia e ripreso dal quotidiano La Repubblica, che ha raccontato le storie di tre casi di dipendenza tra Monza, Parma e Genova.

Le tre storie raccontate da Repubblica

La prima storia è quella di un grafico pubblicitario. Si chiama Alberto, e ha 54 anni. Alberto è in in smart working dalla scorsa primavera. E’ passato gradualmente dal bere acqua e andare tutti i giorni in palestra a bere vino rosso e amari ad ogni pasto.

Nonostante le sue rassicurazioni (“E’ tutto sotto controllo”), la moglie ha chiesto aiuto perché dice che Alberto diventa nervoso e aggressivo coi figli.


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La seconda storia è quella di Giulia e Maurizio, coppia 40enne. Sono partiti da un aperitivo in salotto – gin tonic e patatine – e sono passati a comprare quasi esclusivamente alcol al supermercato.

Infine il caso raccontato da Repubblica è quello di un elettricista genovese di 31 anni: Luca, in cura per la dipendenza di alcol e droga, da quattro anni non ha più commesso alcun passo falso.

Ad aprile, durante la quarantena, la madre lo ha trovato svenuto sulla terrazza del palazzo dove vivono con due bottiglie di liquore vuote.

Rischio alcolismo. Le preoccupazioni della Società italiana di Alcologia

La Società Italiana di Alcologia ha calcolato un aumento del 15% nelle dipendenze da alcol. Nella metà dei casi con manifestazioni psico-patologiche. Inoltre il 20% dei pazienti che ne erano usciti hanno avuto una ricaduta. In aumento preoccupante anche i minorenni che bevono: che passano dagli 800mila del 2019 ad oltre un milione.

“Fermiamoci, prima che sia troppo tardi”, dichiara a La Repubblica Gianni Testino, professore e presidente della Società Italiana di Alcologia.

“E se l’individuo si sente un po’ confuso, in difficoltà, triste, alieno dai suoi soliti schemi – usiamo pure la parola depresso: ma non abusiamone – può provare a rifugiarsi nel bere.


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Sto parlando di persone che prima erano ‘a basso rischio’che bevevano cioè non più di un bicchiere al giorno.

Un bicchiere che oggi li anestetizza rispetto al malessere che sentono. Addirittura, restituisce loro euforia. E allora, meglio berne due. Col passare del tempo, la mente continua a chiedere di aumentare la dose. Da un aperitivo o due, si arriva in fretta alla dipendenza”.

Alcol come psicofarmaco contro la depressione

Anche perché parallelamente a questo fenomeno, e in qualche modo correlato, ce n’è un altro molto preoccupante: la depressione scaturita dall’isolamento. E l’alcol è uno psicofarmaco molto democratico, alla portata di tutti.

Rischio alcolismo. Preoccupazione grande per i giovani

I numeri sui giovani sono davvero preoccupanti secondo gli esperti.

Soprattutto per l’abitudine del “binge drinking” diffusa tra i più giovani. Il binge drinking” è un termine inglese per indicare il fenomeno del bere all’unico scopo di ubriacarsi.

Riguarda il 22,6% dei maschi (11,1% delle femmine) tra i 18 e i 24 anni, percentuale che resta comunque alta (18,8%) nella fascia 25-44. In totale, “il 48,3% dei maschi (e il 40,7% delle femmine) tra i 16-17 anni è a rischio”.

SI assumono 5 o più bevande alcoliche in un intervallo di tempo molto ristretto (indicativamente 2-3 ore), a cui si possono aggiungere anche diversi tipi di droga.

Il risultato è la perdita del controllo e un’ubriacatura molto pesante, che in soggetti più fragili può portare a conseguenze molto gravi. 

Si tratta di un comportamento a rischio che rappresenta ancora un’abitudine consolidata tra i giovani, che spesso si mettono alla guida in queste condizioni.


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A proposito dell'autore

Maria Pia Scancarello

Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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