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Era quasi scontato che prima o poi un confronto ravvicinato tra chi deve controllare il Green Pass all’Università e chi non lo possiede, per fede no-vax, sarebbe accaduto. Ma non così presto, alle porte di settembre. All’Università di Torino a scontrarsi verbalmente sono stati una studentessa e un addetto del personale dell’ateneo piemontese.

L’universitaria, di verde vestita, attacca l’uomo all’entrata dell’edificio per non concederle l’accesso alla struttura, come da regolamento imposto dal Ministero dell’Università e dalla ministra Maria Cristina Messa. All’inizio della breve ripresa la donna chiede all’uomo di chiudere un occhio.


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Studentessa senza Green Pass litiga col personale : “A breve ci deporterete”

Ma il lavoratore non accetta. E dice in maniera pacata: “Non dipende da me, sono le regole”. La ragazza però non ci sta e ribatte: “Invece dipende da lei”. L’uomo tenta di spiegare: “Io sto facendo il mio lavoro. Mi è stato detto così e devo fare così”.

La ragazza, non contenta, porta in auge il solito confronto tra la deportazione e la certificazione verde. “E allora se il suo lavoro un giorno sarà quello di deportare qualcuno? “. E l’uomo, ormai irritato, controbatte: “Lo farò”. La ragazza da quel poco che si comprendere non è sola e con lei ha il gruppo dei no Green Pass, che subito urlano e si arrabbiano per le parole proferite dall’addetto al personale, che come unica colpa aveva quella di dover ricoprire un incarico.



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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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