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La Sicilia è stata la prima regione in Italia “a introdurre i controlli per i passeggeri provenienti da Spagna e Portogallo, misure ampliate per chi arriva da Malta. Abbiamo poi istituito un Covid hotel a Palermo“. Lo dice il governatore Nello Musumeci in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. I controlli consistono in un “tampone rapido per tutti coloro che sono stati negli ultimi 15 giorni in questi Paesi. E chi risulta positivo viene naturalmente sottoposto al molecolare. Abbiamo poi attivato una serie di servizi per vaccinare chi non lo ha fatto”.

C’è “una certa diffidenza soprattutto da parte degli ultrasessantenni” e sono state ricoverate e intubate “due bambine a Palermo: una è neonata e ha la madre positiva, l’altra ha la sorella che era stata in Spagna e i genitori no-vax. Spero che questo dato possa far cambiare idea ai più recalcitranti. Abbiamo comunque vaccinato almeno con prima dose quasi 4,5 milioni dei circa 5 milioni di abitanti”.


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Per il governatore però il metodo Macron è “inapplicabile. Proporremo comunque di intervenire nei grandi eventi con la richiesta del green pass. Stadi, teatri, matrimoni”. Nella regione “non siamo in affanno. Ma abbiamo anche 4 zone rosse nella provincia di Caltanissetta. Richiudere le attività sarebbe un disastro economico e sociale. Soprattutto per le migliaia di piccole imprese che stanno tentando con grande fatica di rialzare le saracinesche”. Per il turismo poi c’è “un boom davvero incoraggiante. È l’unico aspetto positivo“. La variante Delta spaventa “e nessuna fascia anagrafica può sentirsi al riparo. Siamo in allerta”. Per uscire presto dal tunnel “dipende molto dalla condotta dei cittadini”. 

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