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Gioacchino Gargano è arrivato al terzo episodio con la sua web serie Palermo on the street. Dopo aver raccontato lo Sperone e Ballarò, nei primi due episodi, il Piero Angela in salsa palermitana della periferia va al Villaggio Santa Rosalia.

Proprio in questo episodio lo youtuber racconta l’Università degli Studi Palermo. Già qui a Younipa Gioacchino Gargano ci aveva raccontato i motivi da qui nasce Palermo on the street. “Amo la mia città e la volevo raccontare dai suoi quartieri periferici. A me piace chiamarli background e dall’anima fortemente street. Ecco da cosa viene il nome del docublog”, aveva dichiarato.

Adesso invece il giovane palermitano, nell’episodio dedicato al Villaggio Santa Rosalia, apre una parentesi alla celebre Università presente al suo fianco.

Nelle riprese e nella fotografia, che Gioacchino Gargano cura con precisione, si vedono le facoltà di Economia. Ma anche quella di Lettere e Filosofia, con un giro ampio dell’ateneo siciliano: tra i suoi parcheggi e i luoghi di culto degli studenti palermitani.

Gioacchino Gargano racconta l’Università di Palermo

Il video e il narratore fanno da cicerone tra viale delle Scienze, con il suo verde e i suoi padiglioni, che gli studenti non vedono da quasi un anno a causa della pandemia. “Unipa è una delle università più antiche in Italia. Un’università che conta vari studenti da tutta la Sicilia, non solo da Palermo. È ricca di possibilità per ogni giovane studente“.

Nel video compaiono anche varie foto di repertorio dell’Università di Palermo ieri e di cosa è diventata oggi. Dopo il racconto sull’Università, si passa alla descrizione del carcere Pagliarelli e delle villette a Piazza Raiti. Con lo stesso obiettivo: raccontare la Palermo backkground con uno stile giovanile.

Ecco qui il video del terzo episodio:


Gioacchino Gargano presenta il suo docublog: “Vi racconto la città con Palermo on the Street”

Palermo, il fotografo del sole che sorge a Porta Felice: “Dietro ogni scatto c’è studio”


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A proposito dell'autore

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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