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E’ la volta dello Spasimo. Le Malìa ci fanno scoprire, attraverso il loro racconto uno dei posti più affascinanti di Palermo. A loro la parola…

Spesso capita di ritrovarci a camminare senza meta per le vie di Palermo: sono passeggiate che – molte volte – ci conducono in luoghi nascosti. Quella chiesa passa quasi inosservata se ti perdi tra le vie del quartiere Kalsa.

⠀Eppure, Santa Maria dello Spasimo è un vero e proprio gioiello sacro. Una costruzione regale ed elegante, nelle sue linee semplici. Non ha soffitti né tetti lo Spasimo: i lavori per la sua costruzione non furono mai terminati.

Questa sua incompiutezza lascia un senso di vuoto, ma allo stesso tempo di spazio e libertà: un contrasto agrodolce.

È la chiesa che non ha confini con il cielo. Rapite dalla sua bellezza senza tempo, abbiamo ascoltato da un’amica palermitana parte della storia di questo luogo magico.

E così abbiamo deciso di andare ancora più a fondo, ed è venuta a galla la vera natura di Santa Maria dello Spasimo: è stata (ed è ancora) una chiesa di tutti:

• Nel corso del tempo, fu abitazione e ricovero per i padri oliverani.⠀

• Nel 1582, ormai sconsacrata, divenne il primo “teatro pubblico” della città.⠀

• In seguito alla grande epidemia di peste del 1624, fu convertita in “lazzaretto”.⠀

• Poi, fu magazzino per conservare le riserve di cereali della città.⠀

• Alla fine della seconda guerra mondiale, venne invece usata come deposito di opere d’arte proveniente da palazzi e chiese della città, danneggiate dai bombardamenti.⠀

• Nel 1988 finalmente incominciarono i lavori di restauro, che ce l’hanno restituita come la vediamo oggi.⠀

• Oggi accoglie Arte, Musica e Teatro, e lo fa in una cornice unica nel suo genere.⠀

Splendida, accogliente, sempre pronta a far meravigliare. Se vi capita, passate da lì e fate capolino: vi ritroverete con il naso all’insù, a chiedervi come possa esserci così tanta bellezza nell’assenza.

Ci siete mai stati?

Con stupore,

Marta


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