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In un interessante docufilm dal titolo The Social Dilemma, apparso su Netflix poco più di due anni fa, uno degli intervistati afferma che sono le persone critiche che guidano il miglioramento, perché le persone critiche sono quelle davvero ottimiste.

L’intervista al premio Nobel Bob Dylan del WSJ

Durante il mese scorso il cantautore americano Bob Dylan rilasciava una lunga e inusuale intervista all’autorevole Wall Street Journal, in occasione della pubblicazione del suo saggio musicale dal titolo The Philosophy of Modern Song. In questo testo Dylan va oltre il senso e il significato delle canzoni e della musica che lo hanno ispirato, per effettuare un ritratto personale e originale della società americana in cui è vissuto e cresciuto, partendo dagli anni Quaranta del secolo scorso, per arrivare ai giorni nostri.

Il case study di Scorsese e Coppola contrari ai Marvel Studios

Non è certo una novità che i grandi autori del passato abbiano riservato critiche severe allo stato attuale della musica e dello streaming digitale, un po’ come è accaduto per il cinema con le prese di posizione di registi del calibro di Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, che si sono detti abbastanza contrari al modus operandi in stile Marvel Studios. Tuttavia in queste riflessioni ci sono fondamenti di realtà e punti di vista che meritano di essere discussi e analizzati per quello che rappresentano. Anche perché a portare avanti queste teorie non ci sono solo artisti di un’altra generazione, ma spesso anche giovani sociologi e studiosi che non hanno alcun interesse personale nel portare avanti le proprie tesi.

Il caso di Simon Reynolds e del suo testo RETROMANIA

Come nel caso di personalità del calibro di Simon Reynolds, il quale nel suo best seller RETROMANIA sposa le teorie di studiosi come Nicholas Carr e di Matthew Cole, che già 15 anni fa si stavano interrogando su come la società e in particolare i giovani sarebbero stati influenzati da internet, da Google e da tutte quelle realtà contemporanee che utilizzano nel loro quotidiano. Sempre Bob Dylan parlando di Spotify, dove è presente il suo catalogo musicale integrale, sostiene che oggi tutto sia troppo facile, a portata di mano, anzi di un semplice click. Basterebbe infatti un semplice tocco di anulare e medio, per avere tutto ciò che ci serve, ma che rende questa musica (ma si può estendere anche a cinema e narrativa volendo) fluida e indolore. Tutto diventa facile e si ha bisogno di un rilevatore di Raggi X per trovare il cuore di qualcuno. Del resto Dylan nel 2001 cantava che “il futuro per me fa già parte del passato, nel brano Bye Bye, dedicato al grande Frank Sinatra.  

Vivere il presente e l’attualità dei social network

Parole forti e metaforiche forse, ma per chi vive il presente e la contemporaneità del mondo dei social network, si tratta di un qualcosa di tangibile, di reale che tutte le generazioni coinvolte e attive oggi online, stanno vivendo e sperimentando. Prendiamo come esempio la “sindrome da deficit di attenzione”, ma anche altri disturbi e disfunzioni che sono generati dal capitalismo moderno, dove la causa non è interna al paziente, né la colpa è sua; è invece l’ambiente a provocarla, in questo caso specifico si tratta di un sovraccarico di dati disponibili che ogni utente setaccia nel proprio quotidiano, tempo libero incluso. Oggi in effetti la nostra attenzione è sempre più dispersa, stuzzicata, presa in giro per certi versi.

Le abitudini degli utenti che fruiscono di più mezzi simultaneamente

Al momento in cui Simon Reynolds pubblica il suo testo, non esisteva un corrispettivo musicale della lettura rapida, mentre oggi possiamo ascoltare su YouTube e su Whatsapp brani a velocità maggiore. Sono comunque in aumento utenti che ascoltano musica facendo altre cose, come leggere un libro o una rivista, oppure navigando in Internet. Questo contesto multimediale e multisensoriale, vale anche per il mondo del gioco. I videogiochi oggi sono sempre più praticati da persone di età differente, dai giovanissimo, passando per adulti e in qualche caso anche dagli anziani. Pensiamo ad esempio alla generazione dei baby boomer, i quali oggi sono tra i maggiori fruitori di casual games, di giochi interattivi e di realtà che appartengono al contesto del gambling digitale e dei casino digitali con attrattive come roulette, blackjack e baccarat oppure la slots machine per citare i giochi più utilizzati e praticati dagli utenti attivi su questa tipologia di siti.

La riorganizzazione spazio-temporale nell’era di internet

La riorganizzazione spazio-temporale nell’era di internet sembra rispecchiare le distorsioni nella coscienza di sé, che appare diluita e intasata. Il commediografo Richard Foreman utilizzava l’immagine del “popolo pancake” per descrivere come ci si sente nell’essere “dilatati e schiacciati mentre ci connettiamo a quella vasta rete di informazioni accessibili con il solo tocco di un bottone” contrapponendolo alla profonda ricchezza interiore del sé istruito da una cultura letteraria, dove l’identità è complessa come una cattedrale. Ancora Reynolds descrive il proprio quotidiano online e interattivo come uno stato di attenzione parziale continua, prendendo in prestito la definizione coniata da Linda Stone, dirigente Microsoft nei primi anni Duemila.     

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