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Questa mattina, è stata trasmessa in streaming sui canali ufficiali dell’Università di Palermo la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2020/2021, il 215° dalla fondazione dell’Ateno.

L’inizio del cerimoniale

Il cerimoniale è iniziato con la lettura della celebre terzina del Canto XXVI della Divina Commedia da parte della straordinaria Pamela Villoresi: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza“. Accompagnata dalla chitarra di Mario Incudine e dalla fisarmonica di Antonio Vasta sulle note de “La Fimminisca”. Dopo quest’intro d’effetto, ci siamo spostati all’interno della Sala delle verifiche del rettorato di Palermo. Qui, la giornalista Elvira Terranova ha posto alcune domande ai partecipanti presenti all’inaugurazione.

Primo tra tutti, il Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari

L’intervento del Rettore di Unipa

Ovviamente, non si è potuto non partire dall’emergenza sanitaria che ha totalmente cambiato le nostre vite e dall’utilizzo della didattica a distanza. “Ricordo perfettamente quei giorni di fine febbraio/inizio marzo dell’anno passato, quando all’improvviso si è dovuto stravolgere tutto”, ha dichiarato il Rettore. “Fin dall’inizio, l’obiettivo era quello di non lasciare nessuno dei nostri studenti indietro. Siamo subito partiti con la didattica a distanza, poche settimane dopo abbiamo organizzato le prime lauree a distanza e così via. Non si è fermato mai nulla, tutto è continuato ad andare avanti grazie ad uno sforzo veramente straordinario fatto da tutti: dai docenti al personale non docente, tutti hanno collaborato con l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro”.

La funzionalità delle misure adottate dall’Università di Palermo

Il Magnifico Rettore ha sottolineato come i dati registrati confermino la funzionalità delle misure adottate. Il numero di laureati nelle diverse sessioni del 2020 e il numero di esami sostenuti non è stato diverso rispetto all’anno precedente. “Anche noi, come tutto il sistema universitario italiano, abbiamo dimostrato resilienza, quella capacità di resistere bene all’impatto, di trasformarci, di migliorarci e di imparare ad andare avanti”. Un cenno particolare lo rivolge poi al Policlinico, parte integrante dell’ Università di Palermo, che ha saputo resistere diventando una frontiera per tutti gli istanti della pandemia: dalla fase della diagnostica ai tamponi, dalla fase della cura alle campagna vaccinale. 

L’Ateno proiettato al post-pandemia

A proposito della campagna vaccinale, sul futuro post-pandemico dell’Ateneo il Rettore dichiara: “L’Università di Palermo è chiaramente un’università tradizionale, quindi è normale che ci sia differenza tra la didattica a distanza e quella in presenza. Lo sguardo, il capire se i ragazzi stiano capendo, il contatto sono evidentemente degli aspetti che sono assolutamente insostituibili, quindi noi orgogliosamente vogliamo continuare ad essere una università tradizionale. Però non c’è dubbio che disperdere, cancellare con un colpo di spugna tutta quanta questa esperienza e tutti questi mesi sarebbe assolutamente sbagliato. Credo che questo sia un tema sul quale l’università si dovrà interrogare anche nei prossimi anni”- continua – “Realizzare dei meccanismi di complementarietà che possano continuare a mantenere la didattica in presenza e assicurare il diritto allo studio, garantito dalla Costituzione, per noi è fondamentale”. 

I punti forza dell’Università degli Studi di Palermo

Fabrizio Micari prova a spiegare ancora come l’Ateneo, contrariamente alle previsioni legate alla crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria del coronavirus, abbia registrato un’ulteriore crescita di numero di iscritti. L’università ha infatti registrato ben il 92% di nuovi iscritti residenti nella provincia di Palermo. “Diverse le ragioni. Intanto, si è migliorata e potenziata l’offerta formativa: nel 2015 c’erano 131 corsi di laurea in totale, adesso sono 160. Altri due gli aspetti fondamentali. Uno relativo all’eliminazione di tantissimi numeri chiusi: oggi dei 160 corsi ben 105 sono ad accesso libero, considerando che molti sono a numero programmato a livello nazionale. Da ultimo, il lavoro che è stato fatto sulla No Tax Area, ampliando ulteriormente la fascia di non tassazione che arriva a €25.000all’anno di ISEE come reddito familiare, il che significa che 2/3 dei ragazzi sono esentati dal pagamento delle tasse.” 

Il potenziamo delle sedi decentrate e della ricerca

Sul potenziamento delle sedi decentrate, il Rettore dichiara: “Penso all’Università di Palermo in prospettiva come l’Università della Sicilia occidentale, e questo è importante perché noi abbiamo un ruolo sociale fondamentale sul nostro territorio”. Micari sottolinea come la Sicilia sia la seconda regione in Europa, dal basso, per la percentuale di laureati nella fascia 30-34 anni, esprimendo una fortissima esigenza di innalzare il livello culturale medio dell’Isola. “Sono convinto che lo sviluppo passi attraverso la formazione, la crescita passi attraverso la competenza e ora noi abbiamo il dovere di dare alta formazione e competenza ad un numero quanto più possibile alto dei nostri giovani. E questo vale non soltanto sulla provincia di Palermo ma vale anche sulle province di Trapani, di Agrigento e di Caltanissetta ed è per questo in questi anni ho fortissimamente creduto nel potenziamento delle sedi decentrateOggi, dei nostri 160 corsi 16 sono sulle sedi decentrate”. 

Le risorse per la ricerca

Infine, sull’ambito e sulle risorse destinate alla ricerca, il Rettore commenta così: “La nostra università ha già una buona posizione nel settore della ricerca. Abbiamo attivi ben 42 progetti in totale. Credo che sia necessario puntare ad una crescita sempre maggiore, e per fare questo l’Ateneo deve dare una mano importante, rafforzando il personale che si occupa di ricerca, strutturando al meglio l’intera area e dando una mano sul fronte del supporto alla progettualità”. Per concludere, l’augurio che il Magnifico Rettore fa a tutti gli studenti è quello di Buona vita: “Sembra una frase fatta ma non lo è. Gli studenti sono il centro dell’università, la vera ragione di esistenza dell’università. L’augurio è naturalmente quello di continuare a credere nella formazione, nell’educazione nella crescita attraverso la cultura perché quello è davvero il veicolo per il successo

L’intervento del Direttore Generale di Unipa

Intervallato dalla lettura de “La Sicilia, il Suo cuore” di Leonardo Sciascia, per i 100 anni dalla nascita dell’autore siciliano, è seguito l’intervento di Antonio RomeoDirettore Generale dell’Università di Palermo. “In questo periodo di pandemia molto difficile, ci siamo impegnati a sostenere  una serie di servizi ed iniziative concrete soprattutto rivolti agli studenti. Abbiamo cercato di trasformare le difficoltà e i vincoli che la pandemia ci ha posto in opportunità di realizzare nuovi servizi”. Tra i primi importanti interventi, il Direttore ha citato nuovamente la riforma legata alla No Tax Area, definendola “una scelta coraggiosa, sostenibile e corretta”. Tra le alte iniziative concrete: la dotazione di un iPad a ciascuno studente immatricolato, l’adeguamento delle infrastruttureulteriori sussidi al personale per mezzo dell’implemento della polizza sanitaria. A causa della pandemia, non è stato possibile realizzare concretamente altre azioni come quella del servizio di Bike Sharing e Car Sharing gratuito per gli studenti, ma che spera possano essere presto utilizzabili. 

Il patrimonio umano e immobiliare dell’Ateno

A proposito della solidità finanziaria, Romeo dichiara: “la solidità finanziaria da la possibilità di fare nuove assunzioni. Noi abbiamo bisogno di far crescere i nostri docenti ma  abbiamo ance bisogno di nuovi ricercatori. Se c’è una solidità finanziaria è chiaro che questi processi di sviluppo possano essere resi con maggiore tranquillità e sicurezza”. Poi aggiunge: “Dall’altro lato, solidità finanziaria significa anche poter fare degli investimenti sul patrimonio immobiliare dell’università di Palermo. Il cui fiore all’occhiello è rappresentato dal nostro Centro Museale. Un patrimonio che merita un’ulteriore valorizzazione. Sia sotto il profilo storico e culturale, che sotto il profilo proprio delle Infrastrutture che servono per la didattica e per la ricerca. 

La scommessa per il futuro dell’Università

Questa è la scommessa per il futuro: cercare di intervenire sul patrimonio immobiliare e sulle risorse umane per arricchire ulteriormente l’intero patrimonio del nostro Ateneo”. Per ultimo, da una chicca annunciando la ristrutturazione dell’ex ospedale di Agrigento, prossimo a diventare un importante edificio che servirà ai corsi di studio dell’Ateneo. 

L’intervento di Salvatore Granata all’inaugurazione dell’anno accademico

L’intervento successivo è quello di Salvatore GranataRappresentante del Personale Tecnico, Amministrativo e Bibliotecario in Senato Accademico, che racconta per l’appunto quale è stata l’esperienza del personale tecnico-amministrativo dell’università di Palermo in questo anno difficile. “Devo dire che è stato un momento per noi molto importante, perché siamo stati catapultati in una realtà nuova. Dal lavoro d’ufficio ci siamo ritrovati al lavoro in casa. La conciliazione dei tempi di vita familiare e dei tempi di lavoro è stata importante, e questo ci ha permesso di poter dare il meglio”. E sullo smart working, ammette che questi sia rivelato una grande soddisfazione sia per il personale unità che per l’amministrazione, accompagnato da una necessaria formazione adeguata.

L’intervento di Ilenia Giardina, la voce degli studenti

L’intervento conclusivo è di Ilenia Giardina, la Rappresentante degli studenti in Senato accademico all’Università di Palermoportavoce di tutte le istanze degli studenti. “Non nego che le difficoltà siano state parecchie, soprattutto  nell’approccio a questo nuovo modo di affrontare la vita accademica. Chiaramente, nessuno di noi era pronto a questo cambio di rotta repentino. Ci siamo ritrovati dalle aule affollate a vivere in solitudine dietro un PC.” 

Le difficoltà degli studenti

A tal proposito, Ilenia sottolinea le difficoltà di centinaia di studenti. Da quelli che una connessione internet non potevano permettersela a causa dell’emergenza economica che ha colpito duramente numerose famiglie, agli studenti lavoratori che hanno perso il lavoro, unico mezzo di sostentamento per mantenere i propri studi. O ancora gli studenti stranieri che per via del lockdown si sono ritrovati a vivere nelle residenze universitarie lontani dalle proprie famiglie. Gli studenti con disabilità o con difficoltà nell’apprendimento che, lontani dai propri tutor didattici, hanno affrontato una sfida ancora più ostica.

La dad ancora oggi un limite

Ed infine, gli studenti genitori che vivono costantemente una doppia sfida. E sull’eventuale proseguimento della didattica a distanza, continua: “lo svolgimento della didattica a distanza ancora oggi rappresenta uno dei grossi limiti. Mi viene da pensare ai laboratori didattici e ai tirocini che rappresentano uno dei momenti fondamentali nella formazione professionale degli studenti. Un altro momento altrettanto importante è quello che riguarda i progetti di mobilità Internazionale, ad esempio l’Erasmus. Sicuramente è una responsabilità di tutti noi far sì che possano esser recuperate al più presto tutte le occasioni che abbiamo perduto. Noi rappresentanti degli studenti abbiamo cercato di essere sempre un ponte tra la comunità studentesca e le istituzioni, perché in una comunità che accoglie più di 40 mila studenti  non possiamo permetterci che qualcuno rimanga indietro. Sicuramente ne usciremo diversi, ne usciremo cambiati”.

Il saluto di Gaetano Manfredi

In conclusione, dopo l’ultima lettura di “Suasoria”, di Gesualdo Bufalino, il saluto in videomessaggio di Gaetano Manfredi, già Ministro dell’Università e della Ricerca. “La vostra comunità accademica festeggia il 215° anno dalla fondazione università di Palermo. Una delle grandi università del Mezzogiorno. Un saluto affettuosissimo al Rettore Fabrizio Micari, con cui abbiamo condiviso una strada molto lunga, e alle donne e agli uomini della dell’università di Palermo. Ai ricercatori, ai docenti, al personale tecnico amministrativo e bibliotecario, agli studenti. A tutti coloro che hanno attraversato quest’anno così difficile, così duro per tutti noi con grande senso di abnegazione e orgoglio, con grande attaccamento all’istituzione. Sono veramente grato per quanto tutti voi avete fatto, rappresentando una grande infrastruttura per il nostro Paese”.


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A proposito dell'autore

Cristina Riggio

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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