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Saranno 33 le strutture che si occuperanno di vaccinare i siciliani

Nel giorno di Santa Lucia arriva la notizia che in Sicilia arriveranno i primi 111 mila vaccini già a gennaio. Anche l’isola si avvia all’inizio della fine della pandemia e ad uscire dell’incubo Covid-19. È già partita la macchina organizzativa per la somministrazione del vaccino anti Covid in Sicilia.

Saranno 33 le strutture che si occuperanno di vaccinare i siciliani. Lo ha confermato l’assessore alla Salute Razza. L’assessorato infatti in questi giorni sta iniziando a recepire il Maxi piano di vaccini che sta ultimando il Governo nazionale. Nel. Corso della giornata di ieri è stato fatto il punto della situazione nel corso di un vertice telematico.

Saranno circa 111 mila le prime persone che riceveranno il vaccino Covid. Sarà data priorità ad anziani e personale sanitario.

Non si conosce ancora il giorno esatto ma gennaio sarà il mese in cui arriverà in Sicilia, così come in tutta Italia e in tutta Europa.

Si partirà con una prima tranche di 10 milioni di dosi tra gennaio e marzo ma, in totale, l’Italia ha già opzionato 202.573.000 dosi.

“Gennaio sarà il mese delle vaccinazioni e speriamo di partire insieme a tutti gli altri paesi Ue, ma il cuore della campagna vaccinale arriverà a primavera inoltrata perchè – ha sottolineato il ministro – non basteranno solo le prime due autorizzazioni ma abbiamo bisogno di ulteriori autorizzazioni di vaccini, che speriamo arrivino nel più breve tempo possibile».

Le prime due aziende che si prevede ottengano il via libera dalle autorità regolatorie e che forniranno i vaccini all’Italia – come previsto nel piano per i vaccini Covid presentato alle Camere dal ministro – sono Pfizer-BionTech e Moderna”.

L’Italia ha però stretto accordi con altre aziende, per un totale di oltre 200 milioni di dosi sufficiente per tutta la popolazione e conservare delle scorte.

L’Italia potrà contare sui vaccini di Pfizer-BNT (che fornirà 26,92 milioni di dosi), AstraZeneca (40,38 mln), Johnson&Johnson(53,84 mln), Sanofi (40,38 mln), CureVac (30,285 mln) e Moderna (10,768 mln).

Nonostante il ritardo annunciato per la produzione di Sanofi-Gsk (dovrebbe arrivare alla fine del 2021), l’Italia dovrebbe dunque avere una copertura sufficiente. Su queste basi, ha detto il ministro, “il cuore delle vaccinazioni sarà tra la primavera e l’estate”.

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