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La diffusione dell’alcol tra i giovani si arricchisce, giorno dopo giorno, di dati e numeri sempre più elevati: spesso il desiderio di nuove esperienze, il gusto del proibito e la voglia di evadere dalla vita quotidiana, inducono i ragazzi a mandare giù qualche bicchiere di troppo senza pensieri.

Gli studenti universitari, però, rischierebbero molto meno di diventare alcolizzati rispetto a chi va solo al liceo. A confermarlo è uno studio della Pennsylvania State University, secondo il quale chi non ha mai frequentato l’università avrebbe ben sei probabilità in più di sviluppare una dipendenza dagli alcolici.

Secondo i ricercatori, nonostante l’elevato livello di consumo di alcol e liquori tra gli studenti dei campus universitari, frequentare feste e party privati aiuterebbe a sviluppare un rapporto più responsabile con gli alcolici e prevenirne l’abuso in età adulta. Bere responsabilmente, dunque, è possibile. Senza dover necessariamente ipotizzare un’adolescenza a tasso alcolico zero, si può prendere coscienza dei propri limiti mantenendo la testa sulle spalle, senza nuocere a se stessi e agli altri.

Sono oltre mille gli studenti che si sono sottoposti a questa ricerca e sono state prese in considerazione le loro abitudini in più lassi di tempo: nel 1979, nel 1980 e nel 1993.

Stephanie Lanza e Donna Coffman, docenti di ricerca della salute e dello sviluppo umano, hanno applicato due dei più innovativi concetti statistici nel corso dell’indagine: analisi delle variabili latenti e inferenza statistica.

«La combinazione di questi due approcci ci permette di rinvenire dati che altrimenti non sarebbero evidenti – ha dichiarato in un comunicato stampa Stephanie Lanza – Ipoteticamente, se potessimo mandare tutti negli Stati Uniti al college, potremmo garantire una protezione globale per ridurre sensibilmente il rischio di abuso di alcool in età adulta».

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