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Una battaglia lunga e senza esclusione di colpi per fermare i baroni. Da 11 anni Giancarlo Costabile, docente dell’Università della Calabria, è impegnato in quella che considera una vera e propria missione: insegnare ai suoi studenti come si combatte la mafia.

Un insegnamento presente nel corso di Scienze della formazione dell’ateneo calabro. Costabile, ricercatore universitario, insegna Pedagogia dell’antimafia, una disciplina unica in Italia che ha difeso con le unghie e con i denti dagli assalti dei “baroni”.

Un corso che si svolge non soltanto in aula, ma anche e soprattutto sul campo, con visite nelle “capitali” della mafia e nei luoghi del maggiore degrado in cui le organizzazioni criminali arruolano i loro soldati e dove, tuttavia, non mancano esempi di riscatto.


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“Sono ostacolato dai baroni”: la denuncia del prof. Costabile

Un’attività che però denuncia l’insegnante all’agenzia AGI è stata ostacolata da alcuni colleghi. “C’è – fa rilevare – una minoranza molto bene organizzata che rifiuta il cambiamento. Non lo fanno, credo per gelosia – prosegue – ma forse per timore degli effetti sulla tenuta del tradizionale potere accademico che potrebbe collassare attraverso il rifiuto del denaro pubblico su iniziative del genere portando nelle aule esempi radicali di lotta al sistema“.

“Nel febbraio-marzo 2019 si era cambiato il nome della disciplina ed i crediti hanno visto una riduzione (praticamente la parte laboratoriale dell’insegnamento che era passato da 9 cfu a 6, con un taglio di 21 ore) senza che io ne sapessi nulla. Questo è accaduto nella commissione del consiglio di corso di laurea di Scienze dell’educazione, ma la decisione fortunatamente si è ribaltata in dipartimento”.


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