Gli studenti universitari salgono in cattedra come maestri supplenti nelle scuole materne ed elementari, è questa la novità del prossimo anno scolastico.

Il problema della carenza di docenti per le supplenze nelle scuole italiane ha spinto il ministro Lucia Azzolina a programmare nuove 80mila assunzioni per l’anno scolastico 2020-2021 e ad attingere agli studenti di scienze della formazione primaria a partire dal III anno.

Le polemiche non accennano a diminuire, ma che il prossimo anno ci siano degli universitari dietro la cattedra è una certezza. Ma chi sono e cosa li spinge a mettersi alla prova prima di aver acquisito tutte le competenze necessarie? Abbiamo raccolto la testimonianza di una di loro: Sabrina Vitale, studentessa al terzo anno di Scienze della formazione primaria all’Università di Palermo.

“Noi studenti universitari siamo davvero preparati: i requisiti sono stringenti e bisogna avere accumulato sufficiente esperienza con i tirocini in classe e con gli esami di psicologia, pedagogia, didattica, oltre alle materie d’insegnamento, come italiano, geometria e geografia. Un ricco corpus di discipline che ti proietta verso l’insegnamento. Sono in contatto con decine di colleghi per rispondere alla chiamata del ministero dell’Istruzione, che sta rivoluzionando il reclutamento dei supplenti in vista del rientro a scuola da settembre”.

Insomma Sabrina non dimostra alcuna remora, anzi. “A chiusura del terzo anno di scienze della Formazione primaria possiamo serenamente metterci in gioco e affrontare le supplenze. Per accedere alle nuove graduatorie bisogna dimostrare di avere raccolto un preciso numero di crediti formativi, anche attraverso i tirocini in aula. Che sono particolarmente importanti perché affianchiamo docenti esperti e di ruolo, che ci incoraggiano e correggono”.

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