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La Sicilia ripiomba in campagna elettorale e anche per il presidente uscente Nello Musumeci è tempo di strizzare qualche occhiolino e di dispensare qualche promessa qua e là. Con una puntualità che definiremmo sconcertante, il governatore è tornato a spendere parole al miele per i giovani siciliani: “In questa terra di Sicilia ci vuole coraggio a rinnovare e in tal senso, garantire un rinnovamento all’Accademia di Catania è una mossa utile, necessaria e tanto desiderata dal Governo regionale. Recuperiamo il bello. Le istituzioni devono riconoscere il grido d’allarme lanciato dal territorio. Sono orgoglioso che le nostre Accademie delle belle Arti siano tanto accreditate in campo nazionale e pronte ad assecondare le aspirazioni dei giovani talenti. Ai giovani dico, siate consapevoli delle vostre capacità. La Regione Siciliana è al vostro fianco, voi siete il miglior capitale sul quale vale la pena di investire”.

E come potremmo non concordare con Musumeci? Senza investire sui giovani non si può che essere condannati al fallimento politico, è evidente. Eppure non vi è traccia di un solo euro nella legge sulle politiche giovanili. Solo annunci, promesse, impegni a investire. In una sola parola: fuffa. Eppure per il presidente di “Sarà Bellissima”, la Sicilia eccelle e si accinge a diventare un porto sicuro per tutti i giovani: “In Sicilia il vento sta cambiando, ho vissuto e continuo a vivere le preoccupazioni dei giovani. E so quanto sia difficile per noi genitori (non solo istituzioni) investire sui nostri figli. I giovani devono essere la garanzia su cui deve fondare la nostra futura società. Stiamo partendo da questo presupposto”.

A sentire Musumeci, non esistono problemi di dotazione finanziaria: “Il capitale c’è, possiamo puntare su un turismo culturale importante. Abbiamo la necessità di partire dall’esistente. Stiamo lavorando in ogni città affinché gli edifici dell’Ottocento di valenza storica possano essere riqualificati e non abbattuti, per non occupare nuovo suolo. Abbiamo bisogno delle proposte dei giovani, siamo un Governo che sa ascoltarli e la manifestazione di oggi ne è la prova”.

Eh no, caro presidente. Non può essere una passerella a rassicurarci. Non possono essere i soli slogan a farci credere di essere realmente al centro di un piano di rilancio regionale. La Sicilia è una delle regioni più “giovani” del Paese grazie a un’età media di 44,7 anni rispetto ai 45,9 anni della media nazionale. Il 13,7% della popolazione ha meno di 14 anni e a livello imprenditoriale gli under 30 rappresentano il 6,5% dei titolari di imprese rispetto al 5,6% medio nazionale. Le startup giovanili, infine, fanno registrare un incoraggiante +138% tra 2015 e 2021. Siamo una regione giovane, eppure povera. Siamo una regione in cui i giovani non sognano di emigrare, ma nella quale sognano di restare. La Regione dimostri realmente di non vedere i giovani come un “problema” da risolvere, ma come una risorsa potentissima per costruire un futuro migliore. Ma servono i fatti e non le chiacchiere. E nemmeno i red carpet.

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