L'articolo Covid, arrivano in Sicilia le prime dosi del nuovo vaccino Novavax: chi può riceverlo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Le prime dosi, consegnate all’aeroporto di Pratica di Mare, saranno distribuite dalla struttura del Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo alle Regioni. Per la Sicilia, i centri di destinazione sono siti a: Palermo (20.800 fiale), Giarre (18.800), Milazzo (10.500), Erice Casa Santa (7.300), Agrigento (7.300), Siracusa (6.700), Ragusa (5.400), Caltanissetta (4.400) ed Enna (2.800).
Il Novavax (o Nuvaxovid) è un vaccino a base proteica, contenente un frammento proteico della proteina Spike del Covid-19. Tale frammento, dirige una pronta ed efficace risposta immunitaria contro il virus Sars-cov-2. Dopo la somministrazione, le cellule immunitarie si muovono rapidamente verso il sito d’iniezione, eliminando sia l’adiuvante che le proteine virali.
Il Novavax è, momentaneamente, approvato solo per la somministrazione in persone adulte dai 18 anni in su. Verrà inoltre utilizzato soltanto per la vaccinazione primaria, vale a dire per la prima e seconda dose, e non come booster, ovvero per il richiamo successivo.
A detta di molti, Novavax potrebbe essere il vaccino ben accetto anche dai No Vax, o da chi in ogni caso ha deciso di rimandare la vaccinazione per paura. Questo perché si basa su una tecnologia più vecchia e dunque iper testata che sfrutta, appunto, la tecnica delle proteine ricombinanti, in uso da tempo contro malattie come la pertosse, epatite B e meningocco.
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]]>L'articolo Vaccini Palermo, torna per tutti l’Open day alla Fiera: le date proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Ingresso libero per tutte le fasce di età e per tutte le dosi (prime, secondo e terze) all’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo. Restano invariati gli orari di accesso: tutti i giorni, dalle ore 9-19 per i vaccini; 8-13 per i tamponi. Una misura necessaria per dare un’ulteriore spinta alla campagna vaccinale, in vista soprattutto dell’obbligo di Super Green pass per accedere ai luoghi di lavoro che riguarda gli over 50, in vigore da domani martedì 15 febbraio.
Anche l’Aeroporto internazionale Falcone Borsellino diventa hub vaccinale per due giorni. Giovedì 17 e venerdì 18 febbraio, dalle ore 10 fino alle 18, infatti, lo scalo ospiterà squadre di medici, infermieri e personale amministrativo per effettuare le somministrazioni del vaccino anti-Covid. Chi verrà appositamente per vaccinarsi, potrà parcheggiare nell’area di sosta P2 dell’aeroporto; presentando alla cassa manuale il certificato di avvenuta vaccinazione, avrà diritto a uno sconto sul prezzo del parcheggio.
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]]>L'articolo Covid Palermo, l’appello del sindaco Orlando: “Obbligo vaccinale per tutti” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“L’unica soluzione è rendere obbligatoria la vaccinazione. Altrimenti rischiamo solo di intrattenerci nelle trasmissioni televisive discutendo su cosa sia più utile, se un lockdown totale o un green pass rafforzato e intanto il virus corre” ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
“L’invito alla prudenza e al rispetto delle regole sono importanti ma non sufficienti”, ha aggiunto Orlando. E insieme al proprio team, è il primo a voler dare il buono esempio: “Ecco perché come amministrazione comunale abbiamo dichiarato che la Giunta, pur continuando il proprio lavoro nelle sedi istituzionali, non parteciperà a nessuna manifestazione pubblica e già da poco più di una settimana si riunisce in modalità telematica”.
Il sindaco di Palermo ha poi parlato dei due principali settori colpiti dalla pandemia: quello del turismo e dello spettacolo. “Entrambi sono indicatori della condizione economica del nostro paese e a causa delle restrizioni il calo è stato inevitabile. Tuttavia, mandando messaggi di sicurezza, lo scorso novembre l’aeroporto Falcone-Borsellino ha registrato un incremento dei passeggeri rispetto al 2019. Ora invece complice l’aumento dei contagi e l’espandersi della variante Omicron il numero dei passeggeri nel mese di dicembre ha subito un calo del 10%”. Per questo, secondo Orlando, “l’attrattività del nostro paese ha bisogno di certezze e rendendo obbligatorio il vaccino l’Italia manderebbe un messaggio di grande sicurezza, fondamentale per ripartire”.
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]]>L'articolo Novavax, il nuovo vaccino bio e proteico: ecco come funziona proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Dopo quelli a RNA messaggero, come Pfizer e Moderna, e a vettore virale, AstraZeneca e Johnson&Johnson, Nuvaxovid è il quinto vaccino sperimentato contro il Coronavirus. A differenza degli altri, è il primo ad utilizzare la tecnologia delle proteine ricombinanti, in grado di ridurre ulteriormente gli effetti collaterali.
A differenza delle tecnologie finora testate, conosciamo già bene i vaccini proteici perché usati per decenni per proteggere da epatite, herpes zoster e altre infezioni virali. Ma come funziona esattamente tale tecnologia in relazione al Coronavirus? L’involucro esterno del SARS-CoV-2 è costellato dalle plurime citate proteine spike, che il virus utilizza per eludere le difese delle cellule, iniettando al loro interno il proprio RNA per produrre nuove copie di se stesso. Il vaccino Nuvaxovid ha l’obiettivo di presentare al sistema immunitario le proteine spike, senza il resto del Coronavirus, in modo che le nostre difese imparino a contrastarle senza contrarre o sviluppare l’infezione.
Il nuovo vaccino di Novavax ha fatto riscontrare pochi effetti avversi, limitati e di breve durata e affatto gravi. Tra i più comuni: dolore nel punto dell’iniezione, stanchezza, dolore muscolare o mal di testa. In ogni caso, durano soltanto poche ore e non lasciano conseguenze.
Il siero bio della Novavax ha un’efficacia pari al 90%, testata tuttavia prima dell’arrivo delle “vecchie” varianti. Per quanta riguarda l’efficacia contro l’attuale più diffusa variamente Omicron, “attualmente sono disponibili dati limitati” rende noto l’Ema. La sicurezza e l’efficacia del vaccino continueranno a essere monitorate man mano che verrà utilizzato in tutta Europa. L’iter per il via libera sarà molto veloce e potrebbe arrivare nel giro di poche settimane.
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]]>L'articolo Unipa, vaccini a San Saverio per gli studenti: la data proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’ERSU Palermo ha aderito alla proposta della Direzione Generale dell’ASP Palermo circa l’allestimento di un centro vaccinale occasionale. Giorno 13 Dicembre, dalle ore 10:00 alle ore 16:00, presso la Sala mostre della Residenza Universitaria San Saverio (via Giovanni Di Cristina 7), sarà possibile ricevere il siero anti-Covid. La vaccinazione è aperta a tutta l’utenza dell’Ente ma non solo. L’Hub vaccinale, infatti, sarà a disposizione di chiunque (dai 12 anni in su). Ad essere somministrati, saranno esclusivamente i vaccini Moderna e Pfizer, in prima, seconda e terza dose. I minorenni dovranno essere accompagnati da uno dei genitori.
Al fine di permettere un’adeguata organizzazione, tutti gli interessati sono invitati a dare la propria adesione entro e non oltre le ore 12.00 del 10 dicembre, compilando QUI il relativo modulo. I vaccinandi, inoltre, dovranno compilare, sottoscrivere e consegnare in sede vaccinale, la modulistica appositamente predisposta da ASP, resa disponibile QUI.
Ricordiamo, inoltre, che nelle giornate delll’8, l’11 e il 12 dicembre, squadre di medici e infermieri raggiungeranno i locali di UniPa per vaccinare il personale, dalle 9.30 alle 18.00. Il progetto si inserisce nell’accordo tral’Università di Palermo e l’ufficio del commissario Covid per potenziare al meglio la campagna vaccinale regionale.
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]]>L'articolo Palermo, il Palazzo di Giustizia allestito a nuovo hub vaccinale proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Lo spazio intitolato alla memoria dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Francesca Morvillo, sito al primo piano del Palazzo di Giustizia di Palermo, ospiterà squadre di medici, infermieri e personale amministrativo per le somministrazioni del vaccino anti-Covid. Sarà possibile eseguire prevalentemente terze dosi, ma saranno anche dispensante prime e seconde, così da rendere più agevoli i servizi vaccinali.
Dalle ore 9.00 alle 14.00, nei giorni precedentemente indicati, il personale sanitario sarà a disposizione di tutti gli operatori della giustizia: magistrati, avvocati, impiegati ma anche i loro familiari. Potranno prenotare la loro dose di vaccino sul sito della Fiera del Mediterraneo.
Gli uffici della Corte d’Appello hanno aderito con grande entusiasmo all’iniziativa, così come spiega il Presidente Matteo Frasca: “Da parte nostra, partecipare a questa seduta di vaccinazione di prossimità è un atto di testimonianza sul senso di responsabilità che dovrebbe investire tutti, facendo superare ogni resistenza”. Conclude: “Condividiamo con il commissario Covid di Palermo, Renato Costa, la missione di condividere il più possibile la cultura della vaccinazione come strumento di solidarietà sociale e responsabilità, a tutela del diritto alla salute e anche a tutela dell’economia di un intero Paese”.
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]]>L'articolo Vaccini, cambia l’intervallo per la terza dose: quando prenotarsi proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La pandemia e l’aumento dei contagi tornano a preoccupare l’Europa, rendendo necessaria l’adozione di nuove restrizioni e misure anche in Italia. In merito alla copertura vaccinale, le evidenze scientifiche dimostrano come, per mantenerla il più possibile, ci si debba sottoporre anche alla dose di richiamo, cd. booster.
In attesa di conoscere il nuovo decreto anti-Covid, il ministero della Salute ha emanato una circolare in cui precisa che la terza dose di vaccino va fatta 5 mesi dopo la seconda. “La dose di richiamo è cruciale per proteggere meglio noi e chi ci sta accanto”, ha sottolineato il ministro della Salute Speranza. La decisione è stata presa in un’ottica di precauzione massino, sentito il parere del Cts, dell’Aifa e tenuto conto dell’attuale ripresa della curva epidemica.
Di seguito, il testo della circolare. “L’intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose booster (di richiamo) con vaccino a m-RNA, alle categorie per le quali è già raccomandata (inclusi tutti i soggetti vaccinati con una unica dose di vaccino Janssen) e nei dosaggi autorizzati per la stessa (…) è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato“. Nella circolare, inoltre, il ministero della Salute ribadisce anche la possibilità di sottoporsi contemporaneamente al vaccino a m-RNA anti-Covid, sia in caso di ciclo primario che di richiamo, e al vaccino antinfluenzale.
Sarà possibile effettuare la terza dose, fissato il nuovo intervallo di tempo, a partire dal 24 novembre. Oltre alle categorie per le quali è già raccomandata, sono inclusi tutti i soggetti vaccinati con il vaccino monodose Johnson& Johnson.
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]]>L'articolo Boom di tradimenti? “Colpa anche del vaccino”: ecco perché proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Boom di tradimenti. Con la ripresa della “normalità” dopo le vacanze estive ed i bambini che tornano a scuola, tornano anche gli adulteri. Proprio ottobre, infatti, sembra essere il mese in cui molte persone si abbandonano all’infedeltà, concedendosi una furtiva scappatella. Ma quest’anno sembra esserci stato un vero e proprio “boom” di tradimenti. Secondo alcune statistiche del sito incontri-extraconiugali.com, complice sarebbe anche il vaccino anti-covid. Quest’ultimo, facendo sentire le persone più sicure ad incontrare gente nuova, avrebbe favorito gli “incontri clandestini”.
In merito a tale dato, gli analisti del sito hanno potuto osservare una strana correlazione: nelle regioni dove la propensione a tradire è maggiore anche la percentuale della popolazione vaccinata è più alta. Sul podio Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio, rispettivamente 76/100, 74/100 e 73/100 a fronte di una percentuale di dosi somministrate pari rispettivamente all’89,3%, 87,6% e 81,4% delle dosi totali.
A seguire, nella top-10 di Incontri-ExtraConiugali.com: Toscana (72/100 a fronte dell’89,8%), Sardegna (69/100 a fronte dell’88,1%), Umbria (68/100 a fronte del 87,4%), Veneto (65/100 a fronte del 85,8%), Piemonte (63/100 a fronte del 85,7%), Liguria (62/100 a fronte dell’85,7%) , e Campania (60/100 a fronte del 85,5%).
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]]>L'articolo Vaccino Johnson&Johnson, previsto il richiamo: ecco quando proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Pochi giorni fa è arrivata l’approvazione del richiamo Johnson&Johnson (e quindi seconda dose) da parte della statunitense FDA, in attesa di quella europea dell’EMA. Intanto, gli esperti cominciano a preparare il campo. Se per chi ha concluso il ciclo con un vaccino a mRna o con AstraZeneca la terza dose rimane ancora una questione aperta (esclusi soggetti fragili e personale sanitario per i quali già la vaccinazione con terza dose sta procedendo a buon ritmo), il milione e mezzo di italiani vaccinati col monodose Janssen dovrà con ogni probabilità sottoporsi a un richiamo il prima possibile.
Il 20 ottobre 2021, la FDA ha autorizzato una singola dose di richiamo del vaccino Janssen somministrata almeno 2 mesi dopo il completamento del regime primario a dose singola a soggetti di età pari o superiore a 18 anni.
Sempre il 20 ottobre 2021, la FDA ha autorizzato inoltre l’uso di una dose di richiamo eterologa inerente ai vaccini attualmente disponibili. Pertanto, i destinatari del vaccino Johnson&Johsnon, di età pari o superiore a 18 anni, potranno ricevere una singola dose di richiamo del vaccino Moderna o Pfizer almeno 2 mesi dopo aver ricevuto la loro vaccinazione primaria.
Con ogni probabilità, dunque, sebbene il Professor Ricciardi si dica convinto che alla fine la terza dose sarà somministrata a tutti, al momento lo scenario che va disegnandosi è il seguente: terza dose per gli over 60 o gli immunocompromessi di ogni età per chi ha ricevuto Moderna, Pfizer o AstraZeneca, e seconda dose – sempre eterologa – per tutti i vaccinati con Johnson & Johnson, che sarà autorizzata in tempi brevi dopo il via libera delle autorità europee e nazionali. Dal prossimo anno si valuterà infine, anche sulla base dei numeri autunnali e invernali, se la terza dose sia necessaria anche per il resto della popolazione che ha ricevuto vaccini mRna o AstraZeneca.
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]]>L'articolo Vaccini, a breve la terza dose: il calendario dei richiami proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>È ufficiale: la terza dose di vaccino ci sarà. E molto prima di quanto previsto. A confermarlo, il ministro della Salute Speranza che, in occasione della giornata conclusiva del G20 Salute, tenutosi nella Capitale, ha dichiarato: “Già nel corrente mese di settembre partiranno queste prime terze dosi“.
Prima di procedere, si attende il via libera dell’EMA che darà il proprio parere “a tempo debito” sul richiamo della terza dose (presumibilmente entro la fine del mese), così da fornire indicazioni chiare e precise sulle procedure da seguire. In attesa del parere dell’Ema, si inizia a stilare il calendario per la nuova campagna.
La campagna per i richiami subirà delle variazioni rispetto alla prima campagna. Infatti, i primi a ricevere la terza dose saranno i pazienti altamente fragili, in particolar modo quelli oncologici e chi ha ricevuto un trapianto. Subito dopo, sarà il turno degli over 80 e degli ospiti delle Rsa. In seguito, a partire da gennaio 2022, sarà la volta degli operatori sanitari.
Settembre – ottobre
Dai mesi di settembre e ottobre si dovrebbe iniziare dai pazienti oncologici, immunodepressi (o in cura con farmaci immunosoprressori), persone sottoposte a trapianto d’organo o di cellule staminali e dializzati.
Dicembre – gennaio 2022
Subito dopo, Tra i mesi di dicembre 2021 e gennaio 2022, sarà la volta degli anziani over 80 e ospiti delle Rsa, per un totale di oltre 4,5 milioni di persone.
Gennaio – febbraio 2022
In terza battuta, da gennaio e febbraio 2022, saranno sottoposti a terza dose tutti gli operatori medici e socio-sanitari, i quali hanno ormai concluso il primo ciclo vaccinale da oltre sei mesi e la cui risposta immunitaria al virus va rinforzata.
Dopo tali categorie, le platee che potranno accedere alla terza dose di vaccino dovrebbero tornare a seguire il criterio anagrafico, per età decrescente e per patologie che potrebbero essere state inizialmente escluse dalla nuova definizione di paziente fragile. In tutti i casi, le terze dosi di richiamo verranno fatte con vaccini a mRna, ossia Pfizer e Moderna.
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]]>L'articolo Sicilia, vaccini Covid: arriva la tecnologia di somministrazione senza puntura proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Questo tipo di tecnologia è già stata utilizzata da Stati Uniti, Australia e India. Di fatto consiste in un getto ad alta velocità che sostituisce completamente l’utilizzo dell’ago, quindi della tradizionale puntura e garantisce un totale assorbimento del vaccino per via intramuscolare.
Il dispositivo medico si chiama ‘Comfort-in‘ ed è certificato CE. E’ stata ideata per somministrazioni sub-cutanee o intramuscolari di sostanze medicamentose.
La semplicità e l’assoluta sicurezza lo rendono ideale per ogni tipo di infusione, con importanti vantaggi per il paziente. Soprattutto per coloro che soffrono di agofobia.
Il “device” utilizza il cosiddetto “nozzle”. E’ una vera e propria siringa, senza ago. E’ sterile e monouso ed è in grado di iniettare nel braccio il vaccino attraverso un microforo che proietta il farmaco nel corpo. Tutto in meno di 100 millisecondi.
Questa tecnologia consente l’uso delle diverse tipologie di vaccino (Pfizer, Moderna, Janssen, Astrazeneca) e si aggiunge (e non sostituisce) alla classica somministrazione dei vaccini con siringa con ago.
Sarà illustrata domani alle 11.30 in conferenza stampa, nell’hub Fiera di Messina. Interverranno il commissario per l’emergenza Covid Alberto Firenze, il direttore generale facente funzioni Asp Messina Dino Alagna e Arturo Maravigna, responsabile dell’azienda Gamastech, che ha fornito il dispositivo del quale è esclusivista per l’Europa.
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]]>L'articolo Covid, a Palermo vaccini anche in ristoranti e pizzerie: si parte con La Braciera in Villa proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Per vaccinare più persone possibili, la struttura commissariale per l’emergenza Covid di Palermo e Confcommercio hanno lanciato il #NoVacciniNo[Ri]parti. L’iniziativa nasce per immunizzare datori di lavoro, lavoratori, loro familiari e clienti, così da accelerare la campagna vaccinale e ritornare alla normalità, incrementando l’economia.
“Abbiamo deciso di mettere a disposizione dei nostri collaboratori e clienti la location della Braciera in Villa a quanti liberamente vorranno vaccinarsi”, dichiara il titolare del locale, Antonio Cottone, presidente della Federazione italiana pubblici esercizi Confcommercio Palermo. “Dopo oltre un anno di pandemia finalmente si vede, grazie ai vaccini, una luce in fondo al tunnel. Per questo vogliamo dare il nostro contributo affinché non tornino zone rosse e lockdown“, aggiunge Cottone.
Il meccanismo sarà lo stesso già utilizzato per l’Aperivax. Il cliente troverà sul tavolo due QR-code: quello per il menu e quello per il vaccino. Inquadrando quest’ultimo con il cellulare, verrà indirizzato alla piattaforma online della Fiera del Mediterraneo. Restando seduto al tavolo, in attesa di gustare la propria cena, potrà prenotarsi online per vaccinarsi entro la serata, compilando l’anagrafica e inviando la richiesta. Una mail annuncerà che è arrivato il proprio turno: a quel punto il cliente si potrà avvicinare al camper dei medici Usca parcheggiato nei pressi del locale per l’anamnesi e il vaccino, per poi tornare al tavolo godendosi la serata.
L’iniziativa è aperta sia a chi non ha ancora ricevuto la prima dose, sia a chi attende la seconda e comunque a tutti i clienti de La Braciera seduti ai tavoli tra le 18 e le 24 del 25 luglio. Gli interessati dovranno portare la tessera sanitaria, un documento d’identità ed eventualmente, il certificato di avvenuta prima dose, se faranno la seconda.
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]]>L'articolo Covid, in Sicilia 7 ricoverati su 10 non sono vaccinati proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La bella stagione, la movida, le partenze per le vacanze tornano a far risalire la curva dei contagi. Le terapie intensive degli ospedali italiani ricominciano ad accogliere soggetti giovani e positivi, con un rialzo dei contagi che fa tremare alcuni territori più di altri. Tuttavia, i dati dei ricoveri restano ben al di sotto delle soglie pericolose, ma bisogna mantenere alta l’attenzione.
I medici, insieme alle aziende sanitarie delle Regioni, forniscono un identikit dei nuovi positivi ricoverati. Nell’Isola, con un tasso di positività al 2,9%, 7 ricoverati con sintomi gravi su 10 risultano essere non vaccinati: più del 70%, precisamente circa 85 persone su 120. In particolare, dei 15 pazienti presi in esame al momento dell’analisi: 10 risultano non vaccinati, 4 hanno ricevuto la prima dose e soltanto 1 risulta totalmente immunizzato.
“Il 70% di ricoverati NON vaccinati è più di un motivo per superare dubbi legittimi. È l’unica barriera che possiamo alzare. Più dei contagi mi preoccupa la retorica di chi spera di raggiungere l’immunità di gregge con il vaccino degli altri”, così commenta gli ultimi dati l’assessore alla Salute Sicilia Ruggero Razza, invitando i siciliani a partecipare più numerosi alla campagna vaccinale.
Intanto la campagna vaccinale regionale procede a stento. La Sicilia, con 4.302.087 dosi somministrate sulle 4.831.881 ricevute, è all’89%, fra le ultime Regioni in Italia. La percentuale dei vaccinati, inoltre, scende con l’abbassarsi dell’età. Per la fascia 60-69 anni si parla di un 54,91% di vaccinati, per quella dai 50 ai 59 anni il 49,53%. Si procede poi con cifre sempre più basse: solo il 36,61% degli over 40 in Sicilia ha detto sì al vaccino, il 23,98% per la categoria 30-39 anni, il 21,46% per la fascia 20- 29.
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]]>L'articolo Aperivax, vaccini nei pub e ristoranti del Palermitano: il via al Nautoscopio proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Continua la calda movida palermitana, con i tanti giovani che affollano le strade e i locali della città. I medici vaccinatori Usca si stanno attrezzando per essere presenti anche nei luoghi della movida, così da permettere l’immunizzazione nel modo più comodo e rapido possibile. Il vaccino semplice come prendere un aperitivo al tavolo seduto con gli amici.
Per partecipare alla nuova iniziativa, come spiega il Giornale di Sicilia, basterà sedersi ed ordinare. I clienti del Nautoscopio troveranno ai tavoli due QR-code: uno per il menu e uno per il vaccino. Inquadrando quest’ultimo con il cellulare, verranno indirizzati alla piattaforma online della Fiera del Mediterraneo. Sempre tramite cellulare e restando seduti al proprio tavolo, potranno prenotarsi online per vaccinarsi entro la serata, direttamente nel locale, compilando l’anagrafica ed inviando la richiesta. Una mail annuncerà che è arrivato il proprio turno: a quel punto, ci si potrà recare al camper dei medici Usca, parcheggiato vicino al locale, per l’anamnesi e per ricevere la propria dose di vaccino.
L’iniziativa è aperta sia a chi non ha ancora ricevuto la prima dose, sia a chi attende la seconda, e a tutti i clienti del Nautoscopio tra le 18.00 e le 24.00 del 19 e 20 luglio. Gli interessati dovranno portare con sé la tessera sanitaria, un documento d’identità ed, eventualmente, il certificato di avvenuta prima dose. Ai nuovi vaccinati, che esibiranno alla cassa l’attestato della vaccinazione, il locale offrirà una granita come piccolo omaggio.
“Stiamo lavorando simultaneamente a una serie di progetti per centrare l’immunità di gregge“, spiega il commissario Covid di Palermo, Renato Costa. “Con il #VacciniTour delle Usca, che sta battendo la provincia palmo a palmo, in sole sei tappe abbiamo immunizzato oltre 1500 persone“. Il Commissario Costa, inoltre, invita i gestori dei locali della movida, che abbiano spazi adeguati per la vaccinazione, ad aderire all’iniziativa inviando un’email al seguente indirizzo: commissariocovid@asppalermo.org, così “da far capire a tutti l’importanza del divertimento in sicurezza“.
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]]>L'articolo Covid, 17enne porta in tribunale i genitori novax: “Voglio vaccinarmi” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Non ci sono alternative. Se voglio tornare a uscire, divertirmi, viaggiare, ma anche semplicemente frequentare i miei amici in sicurezza, devo vaccinarmi”. È quanto afferma un 17enne di Firenze che si è rivolto all’Ami, Associazione avvocati matrimonialisti, dopo che i suoi genitori, entrambi no vax, gli hanno negato il consenso alla somministrazione del vaccino anti-Covid.
Il ragazzo, frustrato dalla decisione dei genitori, decide di parlarne a scuola con i suoi insegnanti. Sono proprio loro, così come riporta Repubblica, a dare impulso all’intera vicenda, segnalandola ai servizi sociali. Questi, si rivolgono all’Ami, associazione che si occupa della tutela dei minorenni e della famiglia, per ricevere l’adeguato supporto legale.
Il giudice dovrà ascoltare i desideri espressi dal minore, ormai vicino alla maggiore età, applicando le disposizioni generali contenute nelle Carte Internazionali sui diritti dei fanciulli. L’auspicio è comunque quello di trovare una soluzione senza arrivare a coinvolgere il tribunale per i minorenni. “Ne parlerò con i genitori e cercherò di dissuaderli”, dichiara il legale del ragazzo.
Quello della “ribellione” del diciassettenne di Firenze non è il primo caso. A dirlo è il presidente Ami Toscana, Gianni Baldini: “Ci sono episodi in cui entrambi i genitori sono contrari, ma si configura anche la situazione per cui il minore, figlio di separati o divorziati, ottiene il consenso dall’uno e il parere contrario dall’altro”. Qualora il minore che voglia vaccinarsi riceva il rifiuto dei genitori, Baldini aggiunge che: “la miglior strada sarebbe quella dell’istituto scolastico o di un’altra istituzione vicina al minore, che potrebbe attivare il servizio sociale territoriale affinché avvii un ricorso innanzi al tribunale competente”, strada percorsa dal giovane fiorentino.
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]]>L'articolo Azione colletiva Codacons: 10 mila euro di risarcimento a tutti i vaccinati Astrazeneca under 60 proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’associazione dei consumatori ha deciso di scendere in campo. Dopo il caos ripetuto sulle vaccinazioni agli under 60 e i casi anche gravi di effetti collaterali è arrivato il momento di agire.
«La situazione di totale incertezza e i continui cambiamenti nel piano vaccinale hanno di fatto messo potenzialmente a rischio la salute di quei soggetti che hanno ricevuto Astrazeneca pur essendo categorie a cui la somministrazione di tale vaccino era sconsigliabile – ha spiegato il Codacons – Errori, ritardi e repentini dietrofront da parte degli enti pubblici che aprono ora le porte ai risarcimenti in favore dei cittadini».
L’azione collettiva di Codacons ha l’obiettivo di chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale causato dalla paura di ammalarsi, per avere ricevuto la somministrazione del vaccino di Astrazeneca. Somministrazione autorizzata dalle autorità Italiane di competenza. Questo tipo di risarcimento è riconosciuto da diversi anni dalla nostra Giurisprudenza italiana. Dunque ci sono tutti gli estremi per agire.
Secondo l’associazione, questo danno potrà forfettariamente quantificarsi nella misura di euro 10mila a soggetto. Sarà, inoltre, chiesto il risarcimento del danno non patrimoniale-biologico, permanente o temporaneo, anche in termini di danno differenziale. Danno dovuto alla circostanza di per essere stati sottoposto alla vaccinazione Astrazeneca, con riserva di indicazione e quantificazione specifica.
Inoltre, c’è da considerare anche l’indennizzo previsto dalla Legge 201/92 a carico dello Stato per i soggetti che sono stati sottoposti a vaccinazione e da cui è derivala la menomazione psicofisica permanente. Questi casi specificinsi valuteranno e quantificheranno in seguito.
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]]>“Il nostro obiettivo è mettere a punto un unico vaccino contro l’influenza e il coronavirus”, con queste esatte parole il Dott. Andrea Carfi annuncia la possibilità di un unico vaccino antinfluenzale e anti-Covid. E su a che punto sia giunta la sperimentazione, dichiara: “Ci sono però ancora i test da completare, le autorizzazioni da ottenere. Metterei in preventivo uno o due anni“. Carfi, a capo della ricerca sulle malattie infettive di Moderna, è anche il coordinatore del team di scienziati che ha messo a punto il vaccino contro il Coronavirus.
La sperimentazione si basa su campioni di sangue, prelevati da vaccinati, messi a contatto con nuovi ceppi di virus. “L’efficacia contro il coronavirus è incoraggiante. Abbiamo un ventaglio di malattie da affrontare, dall’Hiv al virus respiratorio sinciziale che mette in pericolo i neonati. A breve partiranno i test clinici per il vaccino contro l’influenza”. Carfi, inoltre, riguardo la formulazione del vaccino anti-Covid Moderna precisa che l’Rna permette di aggiornarlo rapidamente ai nuovi ceppi, così da aumentarne l’efficacia rispetto all’attuale.
Sulla somministrazione del vaccino anti-Covid Moderna, Andrea Carfi annuncia che l’azienda sta per presentare formale richiesta alle agenzie regolatorie europee e statunitensi per la fascia d’età dai 12 ai 18 anni. “Abbiamo completato gli studi del vaccino sugli adolescenti e ora andiamo avanti con i test sui bambini. Procedendo a ritroso con l’età, arriveremo fino ai sei mesi”.
A proposito dei prossimi richiami circa il vaccino anti-Covid, facendo riferimento ad una terza dose nel mese autunnale, l’esperto spiega: “Al momento pensiamo a una terza somministrazione, ma con un dosaggio ridotto rispetto alle prime due. Da 100 microgrammi possiamo passare a 50 o 20”. Carfi, inoltre, non esclude la combinazione di vaccini differenti, che in base agli ultimi dati clinici sembra esser la soluzione migliore.
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]]>Tema caldo di questi giorni è la vaccinazione durante le vacanze estive, nel luogo di villeggiatura prescelto. Le Regioni si dicono favorevoli, così da poter incentivare il settore del turismo. Ma l’approvazione del piano è ancora sul banco dell’esecutivo. Il generale Figliuolo, per evitare ogni incertezza, ha consigliato di programmare le vacanze in virtù dell’appuntamento vaccinale, così da ovviare ad ogni sorta di problema organizzativo. A non pensarla così, invece, è il governatore siciliano.
“Riteniamo che in una terra che per sei-sette-otto mesi sa di potere ospitare turisti, il turista che ha già fatto la prima dose nella propria città, può benissimo fare il richiamo in Sicilia”, così dichiara il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a Rainews24. Il governatore, inoltre, per cercare di dar maggiore slancio al turismo delle isole, considera anche la possibilità di somministrare la prima dose di vaccino anti-Covid ai turisti “È una proposta che abbiamo formalizzato al generale Figliuolo e crediamo di non essere la sola Regione ad avere avanzato questa proposta. Il nostro Servizio Sanitario regionale è pronto”.
Al momento, per venire in Sicilia, serve la registrazione al sito siciliacoronavirus.it e l’esito negativo del tampone molecolare massimo 48 ore prima del viaggio. Con l’introduzione del Green pass europeo, secondo il nuovo decreto, avranno la possibilità di spostarsi coloro che sono guariti dal Covid, chi è in possesso di un tampone dall’esito negativo (sempre entro le 48 ore prima della partenza), e chi ha completato entrambe le dosi del vaccino anti-Covid.
Intanto, prosegue la campagna vaccinale in tutta la Sicilia. Le Isole Eolie sono quasi tutte completamente Covid-Free. All’appello, mancano soltanto le vaccinazioni alla categoria under 16. A Palermo, annunciata la vaccinazione no stop h24, alla Fiera del Mediterraneo. Questa, sarà possibile grazie all’attivazione di un nuovo spazio: il padiglione 20A, ribattezzato anche padiglione degli acquerelli. L’obiettivo è quello di incrementare le somministrazioni di circa 1000-2000 unità, arrivando fino a 6000 vaccini al giorno nel solo hub provinciale di Palermo. “Siamo i primi in Sicilia e, da quanto ci risulta, anche in Italia ad attivare l’h24, questo ci riempie d’orgoglio” dichiara il Commissario Covid di Palermo, Renato Costa.
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]]>A inizio maggio, il Commissario per l’emergenza sanitaria, il Generale Figliuolo, aveva già preannunciato di voler istituire dei luoghi ad hoc dove potersi vaccinare in vacanza, ovvero di “utilizzare strutture presso centri montani o estivi”, senza la necessità che gli interessati ritornino nella Regione o Stato di appartenenza per ricevere la loro seconda somministrazione. Ad appoggiare Figliuolo, anche Bernabò Bocca, Presidente nazionale di Federalberghi.
Tra le Regioni favorevoli a sostenere l’iniziativa, con grande impegno e volontà, anche la Sicilia. Il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, aveva infatti già annunciato la possibilità di proseguire con le vaccinazioni anche negli stabilimenti balneari, così da poter facilitare ed incoraggiare i turisti che decideranno di trascorrere l’estate sull’Isola. “Dopo le parrocchie, andremo anche al mare, siamo pronti a fare le vaccinazioni anche negli stabilimenti balneari, naturalmente d’intesa con la federazione interessata ed il consenso dei titolari. Non ci dobbiamo mai fermare, neppure in estate”, queste le dichiarazioni del governatore.
Oltre al Presidente della Regione, sono molti i sindaci delle località turistiche dell’Isola che si dichiarano favorevoli al richiamo del vaccino in vacanza per i turisti. Tra questi, Mario Bolognari, sindaco di Taormina, si dice “favorevolissimo” alla proposta, e dichiara: “Sono previste 16 postazioni entro uno dei nostri parcheggi pluripiano, già a partire dalla prossima settimana. E ho chiesto di poterlo utilizzare non solo per i nostri residenti, ma anche per i turisti, possibilmente anche stranieri“. Favorevole, anche il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina: “La seconda dose ai turisti può essere fatta in qualsiasi posto. A Cefalù abbiamo da ieri la possibilità del Palazzetto dello Sport con la possibilità di fare vaccini di tutti i tipi. Noi chiediamo proprio questo: di far fare i vaccini, ovunque ci si trovi“.
La somministrazione della seconda dose di vaccino per i turisti in vacanza, in una Regione diversa da quella della prima somministrazione o anche per chi arriva nel nostro Paese, comporterebbe però anche dei problemi. Ad evidenziarli, è il Presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. “Se qualcuno pensa di poter gestire milioni di persone che vanno in vacanza in alcune località turistiche, ha bisogno di personale per farlo. La regione in cui arrivano i turisti, non deve avere solo mettere a disposizione dosi ma anche personale. Diventa molto difficile“, così spiega Fedriga, preoccupandosi dell’aspetto organizzativo.
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]]>Il governo federale ha approvato il vaccino per i bambini di almeno 12 anni ma i medici newyorkesi Mike e Marissa Mincolla, hanno affermato di non avere scrupoli sul fatto che al loro piccolo di 8 mesi, Vincenzo, siano state somministrate due dosi del siero.
Il papà del bimbo vaccinato ha dichiarato a Syracuse.com: «Riteniamo entrambi che sia importante porre fine a questa pandemia e il modo più rapido e sicuro per uscirne è vaccinarci».
Oltre ad Enzo sono altri 16 i bambini coinvolti nella prima fase delle sperimentazioni sugli effetti del vaccino Pfizer sugli under 5.
Joseph Domachowske, medico di malattie infettive pediatriche, ha detto che Enzo è stato il più giovane ad ottenere le due dosi: ha ricevuto tre microgrammi del farmaco a tre settimane di distanza, cioè un decimo della quantità somministrata agli adulti.
I genitori hanno confermato che il piccolo non ha avuto effetti collaterali. Ha dormito e mangiato normalmente e non è stato irritabile. E si augura che questa esperienza possa diminuire le preoccupazioni tra i suoi pazienti riluttanti al vaccino. La coppia ha anche iscritto ai test la figlia di 4 anni.
Come scrive BlogSicilia, il dr. Domachowske, che è anche il fautore principale della sperimentazione, ha affermato che Pfizer aveva sospeso temporaneamente lo studio per valutare se la quantità della dose fosse quella giusta. Aveva spiegato che la preoccupazione è che la dose possa essere troppo bassa per quella fascia di età.
Gli esami del sangue, poi, verificheranno se i bambini avranno sviluppato o meno gli anticorpi. E se i livelli saranno troppo bassi, nei test successivi saranno somministrate dosi di vaccino più elevate.
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