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L’indagine sconvolge il mondo accademico. Molti studenti complici del docente per ottenere la promozione all’esame

I suoi esami in cambio di sesso. In alcuni casi i colloqui orali non venivano nemmeno sostenuti. In altri provava anche a convincere colleghi a promuovere gli alunni consenzienti. Un nuovo scandalo coinvolge l’università Federico II di Napoli: sospeso per nove mesi dall’insegnamento Angelo Scala.

Angelo Scala era titolare della cattedra di Diritto processuale civile. Sospeso per 9 mesi dal giudice, ha lasciato l’ateneo dopo una perquisizione a casa

Ai suoi danni la procura di Napoli ipotizza diversi reati tra cui corruzione, concussione e falso. Secondo i magistrati, avrebbe barattato la promozione al suo esame con prestazioni sessuali. Diversi gli studenti coinvolti nell’indagine condotta dai sostituti procuratori John Henry Woodcock e Raffaello Falcone. Indagine partita per caso a seguito di un’altra indagine, sempre in ambito accademico, in cui era impegnata la Guardia di finanza. I militari, grazie alle intercettazioni telefoniche e ai pedinamenti, sono riusciti a scoprire queste nuove condotte illecite permettendo alla procura di aprire un fascicolo separato.

Studenti coinvolti e consenzienti 

Tra gli studenti protagonisti della vicenda figurano sia indagati per concorso nei reati che persone offese. La procura ha definito “spregiudicati” gli atteggiamenti di alcuni di loro che si sono resi complici del docente in cambio della promozione. In altri casi, invece, hanno rifiutato le proposte oscene messe in atto dal docente. Il modus operandi era sempre lo stesso: venivano organizzati degli incontri preliminari in cui si stabilivano le modalità dello “scambio”. Poi veniva sostenuto l’esame truccato, arrivando addirittura a non far mettere piede allo studente alla seduta in ateneo. Per questo motivo la procura ipotizza anche il reato di falso. I fatti si sarebbero verificati tra la primavera del 2019 e le prime settimane del 2020. Non si è verificato nessun caso di violenza sessuale e tutti i rapporti erano consenzienti. Nessuno degli studenti ha sporto denuncia contro il docente anche se in facoltà in molti sapevano. Non i vertici, come ha specificato il procuratore Giovanni Melillo.

Indagine ancora in corso 

L’interdizione cautelare è stata decisa dal Gip a causa del pericolo di reiterazione del reato, essendo il docente in servizio, e per la sistematicità delle condotte. Sono diversi, infatti, i casi allo studio da parte della procura che non ha ancora concluso le indagini. Decine di perquisizioni sono state effettuate sia a casa del docente che degli studenti coinvolti. Tutti gli esami sostenuti con questa modalità rischiano l’annullamento con gravi ripercussioni sulla carriera universitaria degli studenti coinvolti. Nessun altro docente è invece indagato. Scala è docente sia alla Federico II che alla Giustino Fortunato di Benevento e i reati di cui è accusato sarebbero stati realizzati in entrambi gli atenei. Il docente è stato ascoltato dai magistrati, dopo una sua richiesta successiva alla prima perquisizione subita, e ha negato qualsiasi addebito. Interrogati anche tutti gli studenti coinvolti nella vicenda. “Una vicenda dolorosa per chi ama il mondo dell’università e la Federico II, come me che ho studiato e poi lavorato come giovane assistente lì. Tuttavia si tratta di un’indagine di forte interesse pubblico”.

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