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Esattamente tra una settimana, lunedì 24 gennaio, si terrà la prima votazione del Parlamento in seduta comune per eleggere il nuovo Capo dello Stato. Sapete esattamente come si elegge il Presidente della Repubblica? Facciamo un piccolo ripasso!

Quando si elegge il Capo dello Stato?

Il Presidente della Repubblica è la massima carica istituzionale del nostro Paese, rappresentante dell’unità nazionale. Il procedimento della sua elezione è regolato dalla Costituzione. L’art. 85 del testo cita testualmente: Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica”. Ricordiamo, inoltre, che la durata del mandato presidenziale è di 7 anni.

Chi elegge il Presidente della Repubblica?

Il Presidente della Repubblica italiana è eletto dunque dal Parlamento in seduta comune. Quest’ultimo è composto da:

  • i componenti della Camera dei deputati (630 deputati);
  • i componenti del Senato della Repubblica (321 senatori);
  • 85 delegati eletti dai Consigli regionali. Ogni Consiglio regionale elegge tre delegati (due rappresentanti della maggioranza e un rappresentante della minoranza). La Valle d’Aosta ha un solo delegato. In tutto, quindi, il collegio elettorale “presidenziale” è composto da 1.009 “Grandi elettori”.

Dove si svolgono le votazioni?

Le procedure di voto per l’elezione del capo dello Stato si svolgono nell’Aula di Palazzo Montecitorio, presiedute dal presidente della Camera, Roberto Fico. Al suo fianco siederà la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati. Tuttavia, considerata l’attuale emergenza sanitaria e per evitare assembramenti, i votanti non saranno ammetti tutti insieme all’interno dell’aula. I Grandi elettori entreranno a gruppi di 50 e avranno 11 minuti di tempo per esprimersi. A conclusione della votazione, entreranno i successivi 50.

La procedura di votazione

Per quanto riguarda la procedura di votazione, si segue un ordine ben preciso. Prima votano tutti i senatori, poi i deputati e poi i delegati regionali. Ogni elettore entra in una delle cabine poste sotto il banco della presidenza, al fine di garantire segretezza del voto. L’elettore inserisce poi la scheda nell’urna comunemente detta “insalatiera”, davanti a un segretario di presidenza. Tutti voteranno con scrutinio segreto a maggioranza di 2/3 dell’assemblea. Dal terzo scrutinio in poi, invece, basterà ottenere la maggioranza assoluta.


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Lo spoglio

Il presidente della Camera esegue poi lo spoglio leggendo in Aula i nomi dei candidati uno ad uno ad alta voce. Il conteggio delle schede viene tenuto degli scrutatori eletti tra i funzionari della Camera. A differenza delle altre votazioni in aula, quella del Presidente della Repubblica è definita unica: ciò significa che non verrà sciolta finché non verrà eletto il nuovo Capo dello Stato. Tra una votazione e l’altra, però, sono previste delle interruzioni al fine di far trovare un accordo comune sul nome da votare.

Elezione Presidente della Repubblica: quale maggioranza occorre?

Durante i primi tre scrutini, è necessaria la maggioranza dei 2/3 dei componenti dell’assemblea. A partire dal quarto, invece, è sufficiente la maggioranza assoluta: la metà più uno degli aventi diritto. Così si cerca di incoraggiare nella prima fase un accordo ampio, che vada oltre la maggioranza precostituita in Parlamento.

Insediamento

Una volta che il Parlamento in seduta Comune ha eletto il Presidente della Repubblica, viene redatto il verbale dell’elezione che il Presidente della Camera, accompagnato dalla presidente del Senato, comunica al neo eletto. Successivamente, il nuovo Capo dello Stato giurerà davanti al Parlamento in seduta comune.

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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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