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Oggi, i figli e gli eredi dei boss mafiosi studiano nelle migliori Università e si impegnano per agire nell’alta finanza.

I gruppi criminali organizzati allevano e sfruttano i giovani, nuova linfa vitale per la sopravvivenza del sistema mafioso. Le reclute rappresentano il futuro delle mafie, in continua evoluzione. E allo stesso modo, sono loro a doversi adattare al “nuovo mondo”.

I cadetti della mafia

Riscuotere le estorsioni, lavorare nei laboratori di cocaina per poi spacciarla nelle piazze, sono questi i ruoli principali per cui i giovani cadetti della mafia vengono assoldati. Molti di loro, vengono addestrati fin da piccoli all’uso delle armi da fuoco con un brutale test d’iniziazione, pass d’ingresso per entrare a far parte della “famiglia”, come quella di Cosa nostra.

I figli dei boss mafiosi

Chi invece può godere di una vita più agevole, senza sentirsi continuamente sotto pressione, sono i figli dei boss mafiosi. Sono loro che oggigiorno frequentano le migliori università al mondo, con la finalità di assumere un giorno il comando dell’organizzazione criminale ereditata dal genitore. Ci sono ovviamente anche quelli che non hanno intenzione di proseguire gli studi, preferendo la via più facile della violenza. Ma si tratta di una “mafia di secondo livello”, che non ha niente a che vedere con la moderna cultura mafiosa, mercatistica e corruttrice.


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Le nuove mafie

Oggi, si assiste a un ringiovanimento delle nuove mafie. Le nuove leve, per mezzo anche dei propri studi, hanno creato una rete economica-finanziaria che tende ad infiltrare i maggiori luoghi del potere decisionale. In questo modo, garantiscono l’accesso ai singoli clan per stringere le loro alleanze, finalizzate all’ottenimento di precisi obiettivi. L’atteggiamento violento resta, ma è inteso solo come extrema ratio solo, qualora vengano minacciati i loro interessi.

“Meno violenza e più affari”

Le nuove mafie sono proiettate alla contaminazione dell’economia legale, imponendo il monopolio di interi settori, come quello sanitario o quello edilizio e immobiliare. La loro principale strategia è quella di riciclare e reimpiegare capitali illeciti, utilizzando tecniche di occultamento sempre più sofisticate. “Meno violenza e più affari”, è questo lo slogan della nuova generazione mafiosa. Una nuova strada che porta ad una nuova riflessione sulla lotta alle nuove mafie.

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A proposito dell'autore

Cristina Riggio

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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