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I numeri parlavano già chiaro, ma ora è arrivata l’ufficialità: da lunedì la Sicilia è in zona gialla. Ed è la prima Regione a effettuare un cambio colore dalla fine di giugno, quando tutta Italia passò in zona bianca. Nell’estate sono stati rivisti i parametri che fanno scattare il passaggio da una fascia a un’altra, e la Sicilia registra numeri da zona gialla, con un 19,4% di occupazione di letti in area medica (contro il 15%) e il 12,1% in terapia intensiva (la soglia è 10%).

Secondo il monitoraggio dell’Iss di oggi, la Regione è anche classificata a rischio moderato ma con “un’alta progressione di escalation nei prossimi 30 giorni”. E la Sicilia è tra quelle che registrano dati più bassi relativi alla popolazione vaccinata: il 55,2% ha ricevuto entrambe le dose contro il 62% della media italiana e solo l’8,4% è in attesa della seconda dose.


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Dopo la Sicilia, l’osservato speciale è la Sardegna con un tasso di occupazione delle terapie intensive all’11% e con un’occupazione del 14% dei reparti ordinari. La Regione per ora è salva, ma per un soffio. Il resto del Paese resta in zona bianca. L’Rt continua a scendere e tocca l’1,01 contro l’1,1 della scorsa settimana.

In Sicilia quindi da lunedì i divieti saranno limitati all’uso della mascherina anche all’aperto e al tetto dei 4 commensali al tavolo dei ristoranti. Non proprio uno stravolgimento rispetto alla zona bianca, ma per i ristoratori è certamente una pessima notizia, l’ennesima dall’inizio di questa maledetta pandemia.

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