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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una studentessa di Giurisprudenza, Adriana Gaia Fascella, dell’Università di Palermo che a nome degli studenti idonei non assegnatari al posto letto, si è a noi rivolta, dopo aver tentato invano un dialogo istituzionale che, a quanto sostenuto dalla scrivente, è stato ripetutamente negato per dare rilevanza ad una problematica che li vede coinvolti.

La nostra redazione ha contattato il presidente dell’ERSU, Giuseppe Di Miceli, che prontamente ci ha dato riscontro inviandoci una nota con una puntuale precisazione sulla situazione.

La Lettera degli studenti idonei non assegnatari al posto letto

Lo scorso anno, gli studenti universitari di tutta Italia si sono mobilitati, scendendo in piazza e chiedendo alle istituzioni, a tutti i livelli, maggiori garanzie circa i posti letto per gli studenti fuori sede: “Troppi aventi diritto senza alloggio, servono investimenti”.

L’Italia ha meno di un terzo dei posti letto rispetto a Francia e Germania. Secondo l’Eurostudent il costo dell’alloggio per gli studenti incide per il 36% sul totale delle spese da sostenere durante il percorso accademico.

Questi dati ci aiutano a riflettere su come il diritto allo studio non si possa compiutamente realizzare senza un diritto alla casa.

I dati del 2019 parlano di oltre 20.000 studenti in tutta Italia che lo scorso anno sono risultati “idonei non assegnatari” di posto letto.

Quest’anno con l’uso della didattica a distanza, gli studenti hanno scelto prudentemente di non rientrare in modo massiccio nelle città in cui studiano. I pochi che hanno scelto la permanenza nelle residenze universitarie lo hanno fatto per ragioni legate alla mancanza di una stabile connessione internet nel proprio domicilio, per la stesura della tesi, per tirocinio o per la necessità di avere un posto tranquillo e silenzioso in cui poter studiare (specie per i figli di famiglie numerose).

Gli idonei attualmente presenti nelle Residenze Universitarie di Palermo sono gli studenti che lo scorso anno sono risultati “assegnatari” di posto letto e sono rientrati a settembre, dunque prima dell’uscita delle graduatorie, per mezzo di una richiesta motivata, per ragioni certificabili di necessità.

L’uscita delle graduatorie ha poi decretato gli assegnatari, secondo un criterio di percentuali delle graduatorie per singoli anni di ciascun corso di laurea.

L’Ente ci ha fatto pervenire una nota di sgombero in cui veniamo definiti “abusivi”, non aventi diritto, con l’intimazione a lasciare le stanze entro il 7 gennaio, pena l’uso della forza pubblica.

Il paradosso è che al momento le strutture sono semi vuote, essendo state le accettazioni in numero esiguo ed essendo stata prevista una deroga al bando di concorso per l’attribuzione dei benefici che permette agli studenti assegnatari di accettare il beneficio senza rientrare nelle strutture: posti vuoti e studenti per strada!

Consapevoli delle logiche aziendalistiche a cui l’Ente deve attenersi, siamo però costretti a chiedere una riflessione sulla Mission dello stesso, in quanto ogni decisione dall’ente assunta ha gravi ripercussioni circa il futuro degli studenti in questione: vite dietro ogni punteggio.

Abbiamo tentato il dialogo istituzione con il Consiglio di Amministrazione ma ci è stato ripetutamente negato. In una situazione pandemica, che ha visto acuirsi la crisi economica già in atto, gli studenti universitari siamo stati abbandonati dalle istituzioni, nonostante l’art. 34 comma 2 della Costituzione reciti: “I capaci e meritevoli anche se privi di mezzi hanno diritto a raggiungere i gradi più alti dell’istruzione”.

Avrei voluto poter presentare queste istanze di persona, nella giusta sede del Consiglio, ma il perpetuato silenzio istituzionale ha generato sconforto e sfiducia. 

La risposta dell’ERSU tramite il suo presidente Prof. Giuseppe Di Miceli

Si ricorda che la partecipazione della componente studentesca in seno al C. di A. dell’ERSU è garantita da numero tre (su cinque) componenti, eletti democraticamente dagli studenti universitari e afam che hanno, quindi, la maggioranza nell’organismo di indirizzo politico dell’ERSU.

Si evidenzia che il diritto all’alloggio per i fuorisede è garantito in base alla disponibilità dei posti letto disponibili il cui numero – per motivi evidenti a tutti e legati all’emergenza covid 19 – è stato purtroppo ridotto.

In ogni caso, gli studenti assegnatari di borsa di studio e fuorisede (in assenza di assegnazione di posto letto) hanno diritto a un ristoro economico di circa mille euro, oltre la borsa di studio già maggiorata per la condizione di fuorisede, proprio per l’eventuale aiuto suppletivo legato all’eventuale affitto del proprio posto letto.

L’assegnazione dei posti letto avviene in base a una graduatoria di merito e reddito: quindi, il fare permanere studenti nelle strutture abitative senza rispettare le graduatorie, significa caducare il diritto degli studenti che precedono in graduatoria, per un invocato diritto di precedenza dovuto all’anzianità di occupazione del posto letto da parte di chi chiede di non rispettare la graduatoria.

Si evidenzia che le università e gli afam, attualmente, svolgono la propria attività formativa esclusivamente con procedure online.

Si chiarisce che il presidente dell’ERSU si era, comunque, già reso disponibile ad incontrare le studentesse richiedenti nella prima data utile proposta per discutere le problematiche segnalate, ma ha – invece – ricevuto riscontro negativo dalle stesse. Orbene, durante il C. di A. del 29 dicembre prossimo, pur volendo invitare soggetti esterni per sentirne le ragioni, il punto richiesto non è all’ordine del giorno e, quindi, sotto il profilo formale non sarebbe possibile affrontare l’argomento: ma si assicura che il tema è stato già oggetto di ampia discussione nelle sedute precedenti  e che la stessa problematica sarà, comunque, ulteriormente approfondita per trovare una soluzione amministrativamente corretta e che dia la possibilità agli idonei di potere vedere accolte le proprie aspettative.

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