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Quali sono le facoltà più facili? Quando si sceglie la facoltà universitaria in pratica si sta scegliendo il proprio futuro. Le informazioni da consultare sono certamente tante, soprattutto se non hai idee chiare riguardo al tuo futuro o passioni particolari: tra questi criteri, potresti volere considerare anche quali sono le lauree più facili da prendere e quali corsi invece sono molto difficili. Non è il migliore dei criteri in base a quale scegliere l’università, ma se il tuo obiettivo è finire in fretta il percorso di laurea, avere un attestato e trovare velocemente lavoro, può comunque esserti utile sapere se e quali sono le facoltà universitarie più semplici e quelle più difficili.

Lauree triennali facili: la classifica

Da diverso tempo, gira in internet una classifica che suddivide le facoltà italiane in base al loro grado di difficoltà, da cui si evince la comune distinzione secondo cui i corsi di laurea scientifici sarebbero più difficili di quelli umanistici, mentre le materie di ambito sociologico, economico e linguistiche si troverebbero al centro. In particolare modo, questa sarebbe la distinzione:

Corsi di laurea facili

  • Dams
  • Filosofia
  • Psicologia
  • Scienze delle Formazione
  • Scienze della Comunicazione
  • Beni culturali
  • Scienze ambientali

Facoltà medio-facili

  • Lettere
  • Scienze alimentari
  • Biotecnologie
  • Design

Lauree di media difficoltà

  • Architettura
  • Economia
  • Lingue
  • Matematica
  • Fisica
  • Sociologia

Università medio-difficili

  • Farmacia
  • Agraria
  • Chimica

Studiare difficile

  • Medicina
  • Giurisprudenza
  • Veterinaria
  • Ingegneria

Secondo uno studio dell’Università di Durham la distinzione sarebbe stata fatta in base al numero di studenti che hanno voti bassi: le facoltà più difficili avrebbero un tasso più elevato di studenti con voti meno soddisfacenti, in quanto sarebbe più difficile passare gli esami. Criterio simile è quello di considerare invece gli studenti fuori corso e in pari: in questo caso, però, la facoltà più facile sembrerebbe essere Medicina, che conta il numero più basso di studenti fuori corso, mentre Giurisprudenza si confermerebbe quello più difficile, visto l’altissimo numero di fuori corso.

Infatti, l’autorevole ricerca statistica dell’istituto Almalaurea le facoltà più facili sono quelle che contano meno studenti fuori corso. AlmaLaurea ha infatti appreso e dichiarato il numero di studenti che riesce a laurearsi in corso, dimostrando che, probabilmente, le facoltà più semplici da affrontare sono quelle il cui numero di universitari in regola, è maggiore.

Le facoltà più facili in Italia

Medicina è stata etichettata come quella più semplice (o semplicemente quella con gli studenti più bravi e preparati).

Ha ottenuto questo primato con il solo 18,5% di studenti che si laureano fuori corso. In seconda posizione si colloca Scienze Motorie che tocca una percentuale del 60%. La più difficile sembra essere Giurisprudenza, dove ben l’82% degli studenti si laurea fuori corso.

Secondo la nostra opinione, invece, questa ricerca è a dir poco elementare e poco dettagliata. Medicina, infatti, non può essere la facoltà più semplice in Italia.

Facoltà più difficili e più facili: è possibile fare una distinzione?

La classifica del paragrafo precedente e altre presunte tali presentano molte fallacie, in quanto pur considerando fattori oggettivi, come il numero di studenti in corso, la percentuale di studenti promossi a ogni esame e la media degli studenti, non è possibile fare l’equazione voto più basso = facoltà più difficile, più ore di studio = facoltà più difficile etc. Può darsi che gli studenti di Medicina siano in corso, ad esempio, perché bravi o motivati a proseguire nel loro percorso già molto specializzato, mentre che chi frequenti altri corsi di laurea abbia meno determinazione o abbia scelto un percorso di laurea senza troppo convinzione.

Per quanto sembri banale, poi, la facilità/difficoltà di una facoltà dipende molto dalle attitudini e dalle passioni di ognuno: le materie scientifiche richiedono certamente capacità numeriche e di logica molto spiccate, così come per studiare giurisprudenza è richiesta logica, memoria e grande capacità di ragionamento. Non è detto, però, che frequentare un’università umanistica sia per tutti più facile: capacità comunicative, di oratoria, di ragionamento, di comprensione ampia, di memoria, di apertura mentale, di scrittura sono molto importanti.

Le lauree umanistiche sono più semplici: è veramente così?

Con le evoluzioni degli scenari lavorativi, se un tempo le materie umanistiche erano famose per l’alto tasso di disoccupazione, queste facoltà sono state rivalutate.

Secondo gli studi dell’Harvard University, questi studi forniscono delle soft skill necessarie per entrare nel mondo del lavoro, come:

  • la capacità di scrittura
  • organizzazione e pianificazione
  • gestione del tempo
  • intelligenza emotiva
  • pensiero fuori dagli schemi

Per questo l’impegno psicologico-sociale ha priorità rispetto a quello tecnico in molti campi, come quello delle risorse umane.

Stando al report 2019 dell’American Academy of Arts and Sciences, le lauree umanistiche garantiscono livelli occupazionali ed entrate simili a quelli inerenti ad altri percorsi accademici. Uno studio che è confermato anche in Italia da AlmaLaurea, secondo cui vi è un tasso di soddisfazione tra studenti e laureati del 75%.

Come scegliere la facoltà adatta: non guardare alla semplicità

La semplicità, come abbiamo visto, può essere del tutto opinabile, da facoltà a facoltà. La narrazione di un’università competitiva, porta spesso alla scelta sbagliata, credendo di poter scegliere una facoltà più semplice dell’altra per poter concludere prima gli studi.

Ogni percorso universitario è altamente personale, non ci sono solo gli esami da prendere in considerazione, ma la mole di studio, nonché la crescita personale che lo studente vive dentro l’università, grazie al contatto con i docenti.

Ciò che potrebbe veramente aiutare nella scelta della facoltà più adatta è prendere in considerazione alcuni fattori soggettivi e non come:

  • Ambizioni personali/professionali
  • Convinzione generale allo studio
  • Disponibilità economiche

La scuola superiore e l’università sono ambienti completamente differenti, i rendimenti potrebbero essere completamente differenti in questi due contesti.

Come rendere l’università semplice?

Una domanda valida potrebbe invece essere, dopo aver scelto la facoltà: come rendere l’università più semplice. Ecco quindi alcune piccole tips che potrebbero tornarti utile, validi per qualsiasi università.

Sicuramente la gestione del tempo è fondamentale, lo studio non è più quello liceale, i temi vanno approfonditi e si ha una scansione della vita universitaria (e quindi dello studio) completamente diversa. Il primo scoglio sarà dunque comprendere come impiegare al meglio il proprio tempo.

Un’opzione valida potrebbe essere quella di creare dei gruppi studio, con cui poter studiare e confrontarsi alla fine della sessione. Un modo per poter affrontare lo studio «matto e disperato» in compagnia.

Andare a ricevimento dal docente, benché sia un ottimo aiuto, da molti non è contemplato, in quanto si cerca di evitare il contatto con professori e professoresse; eppure saranno i più validi alleati per risolvere nodi e dubbi emersi a lezione.

Infine attenzione alla burocrazia: è proprio questa a essere uno dei più grandi nemici degli studenti, in quanto spesso ci si dimentica di prenotare esami, controllare ricevute e controllare le scadenze delle tasse (queste ultime se non saldate possono diventare molto salate a causa della mora). Per quanto spaventi molti studenti, la burocrazia può essere affrontata in serenità se ci si confronta con studenti più grandi, se si cercano informazioni sui siti indicati o chiamando le segreterie. In questo modo sarà più facile gestire non solo lo studio ma l’intero percorso accademico.

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6 Risposte

  1. FERRARA ROSARIO

    APPARE EVIDENTE DALLO STUDIO che le differenze stiano nell’ approccio metodologico… le facolta su base scientifico-tecnica risultano “difficili”, mentre quelle su base argomentativo-espressiva risultano “facili”…

    non bisogna sottovalutare, dunque, tre fattori:
    – il rapporto universita-lavoro… gli studenti delle facolta “difficili” sono anche quelli che senza il titolo non possono accedere al corrispondente settore lavorativo… nessuno puo fare il chirurgo senza laurea, ma tutti possono dare lezioni private senza laurea
    – il rapporto facolta-didattica… per cui anche una persona meno “preparata” puo proseguire gli studi in corsi di tipo argomentativo-espressivi, se in condizione di servirsi di abilita logiche od estro per trovare soluzioni nuove ai problemi… ma nelle facolta “difficili” invece, le risposte ai quesiti non possono essere date in modo approssimativo, e predomina il nozionismo
    – il rapporto corso-studente… per cui le facolta “difficili” hanno un oggettivo bisogno di costringere lo studente all’ obbligo della frequenza, mentre in ambito umanistico i crediti formativi possono essere raggiunti piu facilmente anche con formazione extra-accademica

    pertanto non si tratta di difficolta o di facilita delle facolta, bensi di tempistiche differenti per l’ accesso ai titoli finali… vedo medici totalmente spreparati sulle sfide del futuro ed incapaci di agire in settori differenti di quelli della loro specializzazione… io, di ambito umanistico, parlo latino correntemente… quindi risulta possibile non solo trovarsi ad un percorso difficile in ambito umanistico, ma addirittura trovare tra gli umanistici studenti migliori di quelli delle facolta difficili…

    [gli accenti sono omessi per comodita di scrittura, ma state tranquilli che so dove vanno apposti!]

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  2. Simona

    Unipa spesso dimentica di avere, disperso tra i meandri dell’ex scuola di scienze applicate, anche il corso di laurea di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali che non è assimilabile ad altri corsi, ad esempio a beni culturali, perché è una magistrale a ciclo unico in cui convivono materie tecnico-scientifiche e argomentativo espressive.

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  3. Ciro

    fisica e matematica allo stesso livello di lingue ed agraria inserita nelle medio-difficili? Mi sa che chi ha scritto l’articolo l’università l’ha vista nei film

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  4. Stefania

    Questo articolo ha del ridicolo! La facoltà facile o difficile dipende dalla persona che frequenta! Se avessi fatto filosofia, tra le facili, dovrei probabilmente ancora dare il primo esame, mentre un esame di matematica o di chimica lo rifarei ad occhi chiusi.
    Considerato che non mi ritengo una persona con un’intelligenza sopra la media, posso ritenere YOUNIPA uno scrittore di aria fritta.
    Ciro sono perfettamente d’accordo con te.

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  5. giulio

    fisica e matematica piu’ facile di ingegneria e giurisprudenza?Ma chi ha scritto sta cosa Topolino?

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  6. Luigia

    Chi ha scritto questo articolo mi sa che non ha visto neanche la quinta elementare. Non esistono corsi facili o difficili, ognuno ha la possibilità di scegliere in base alle proprie passioni o capacità. Frequento il corso di Beni Culturali e non mi sembra tutta ‘sta passeggiata, probabilmente per voi non è utile quanto una laurea in ingegneria, ma questo implica che sia più semplice? Cancellate questo articolo che avete fatto una figura di merda!

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