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Nel contrasto della pandemia “l’Italia è stata un esempio scintillante, con unità nazionale e solidarietà, impegno comune e umiltà anche la situazione peggiore si può invertire”.

A dirlo è il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in videocollegamento con il forum ad Assisi ‘Cortile di Francesco’,

Il Direttore Generale dell’OMS ha espresso “apprezzamento al presidente Mattarella, il primo ministro Conte, il ministro Speranza, l’interno governo e il popolo italiano” per come hanno gestito la crisi.

“L’Italia – ha ricordato – ha preso decisioni difficili ed ha insistito su quelle, riducendo la trasmissione e salvando molte vite.


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L’Oms è fiera di aver lavorato con l’Italia a livello quotidiano creando una rete si fiducia reciproca”. 

Ma bisogna non abbassare la guardia, perché “tutto quello che è stato raggiunto può essere perso e molte persone rimangono a rischio, la trasmissione del virus sta aumentando anche in Italia, come in molti paesi europei.

Con l’inverno, l’apertura della scuole e le persone che tornano alla vita normale, ognuno deve condurre la propria parte, tenendo al sicuro se stesso e gli altri”, ha aggiunto.

OMS: La seconda ondata è nella nostre mani. Bisogna fare 4 cose

La seconda ondata è nella nostre mani. Si può evitarla o tenerla sotto controllo”, ma seguendo delle regole, secondo Ghebreyesus.

“Bisogna fare 4 cose: primo, evitare gli assembramenti di massa. Secondo, proteggere i più vulnerabili, gli anziani e quelli con patologie pregresse. Terzo, le persone devono collaborare, ascoltare le raccomandazioni delle istituzioni, come abbiamo visto in Italia. Quarto, continuare a fare i test”, ha sottolineato.

Le parole del direttore aggiunto dell’Oms Ranieri Guerra

“Non vanno adesso sottovalutati i rischi che avremo con la riapertura delle scuole e con l’ulteriore liberalizzazione degli spettacoli, in particolare quelli sportivi.

Cosa accadrà lo vedremo al termine del periodo di incubazione”, ha poi spiegato il direttore aggiunto dell’Oms, Ranieri Guerra, sempre ad Assisi, parlando dell’evoluzione del Covid a margine dell’evento organizzato dal “Cortile di Francesco”.

“Il caso è comunque ben gestito – ha aggiunto Guerra – Bisogna perseguire adesso con la disciplina che gli italiani hanno già dimostrato.


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Il sistema di monitoraggio messo in atto dal governo sta funzionando molto bene e l’aumento dei posti letto di terapia intensiva e la capacità territoriale sono pilastri su cui il sistema sta tenendo bene”.

“Siamo di fronte a un aumento, anche se blando e controllato, della casistica dei positivi, dei malati gravi e dei ricoveri in terapia intensiva, anche se non siamo ancora ai livelli dei nostri vicini, come Spagna e Francia”.

“Questo – ha concluso – vuol dire che l’effetto del lockdown molto rigido sta permettendo all’Italia un effetto positivo”.

L’Italia è stato il Paese che ha reagito con maggiore fermezza rispetto a tutti gli altri Paesi”, ha poi aggiunto facendo un confronto con gli altri Paesi, come ad esempio la Francia, “dove – ha detto – persistono a ritenere volontaria la possibilità di isolamento in caso di positività, mentre da noi la quarantena è obbligatoria”. 

Le parole del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri

“La scelta di assegnare il primato alla vita, di salvare vite umane” anche a discapito dell’economia ha mostrato che “non era vero che le due cose fossero in contraddizione” e che “una risposta massiccia con scelte inedite” e “improntate alla solidarietà” si è “rivelata giusta anche dal punto di vista economico: chi ha contenuto di più il virus ha potuto poi ripartire in sicurezza, questo ha un impatto su un certo grado di ripresa”. 


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“Non possiamo limitarci a essere soddisfatti che l’Europa sia stata questa volta all’altezza della sfida, dobbiamo allargare lo sguardo ed essere consapevoli che è necessario lo stesso grado di innovazione per affrontare le conseguenze globali di questa pandemia che rischiano di essere molto pesanti”, in particolare “per i Paesi a basso reddito”, ha detto ancora Gualtieri.

In Italia “abbiamo cercato di sostenere tutti, a partire dai più deboli con misure senza precedenti”.

Ora però l’Europa deve “dare un’indirizzo nuovo per uscire da questa crisi: non solo per tornare a dov’eravamo prima della pandemia ma per disegnare un mondo in linea con i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”. (ansa)


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